Viva Italia

Informazione libera e indipendente

Recovery fund, ecco il piano del Governo: obiettivo raddoppio crescita Pil, meno tasse su ceti medi e famiglie

le linee guida inviate al parlamento

Il Piano italiano di ripresa e resilienza per accedere ai fondi previsti dal Recovery Fund prevede nelle linee guida sei missioni: Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo; Rivoluzione verde e transizione ecologica; Infrastrutture per la mobilità; Istruzione, formazione, ricerca e cultura; Equità sociale, di genere e territoriale; Salute.

di Andrea Gagliardi

Recovery fund: ecco il piano del Governo

Il Piano italiano di ripresa e resilienza per accedere ai fondi previsti dal Recovery Fund prevede nelle linee guida sei missioni: Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo; Rivoluzione verde e transizione ecologica; Infrastrutture per la mobilità; Istruzione, formazione, ricerca e cultura; Equità sociale, di genere e territoriale; Salute.


5′ di lettura

Si compone di 38 pagine e 32 slide la proposta delle linee guida per la definizione del Piano italiano di ripresa e resilienza per accedere ai fondi previsti dal Recovery Fund che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha trasmesso nella serata del 15 settembre ai presidenti di Camera e Senato. Il documento è diviso in cinque sezioni. In una definisce il contesto economico e sociale italiano ed il piano di rilancio del governo, basato su nove “direttrici di intervento”. Quindi elenca gli obiettive e le sfide per l’Italia e si sofferma sui criteri di selezione dei progetti. Infine, le politiche e le riforme di supporto al piano, dalla Pubblica amministrazione alla ricerca al Fisco, Giustizia e Lavoro. Infine, le risorse disponibili e la politica di bilancio.

Recovery plan: in linee guida 6 missioni, da equità a green
Il Pnrr italiano prevede nelle linee guida che il governo ha inviato al Parlamento sei missioni. Le missioni, si legge nel documento, rappresentano aree tematiche strutturali di intervento e sono: Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo; Rivoluzione verde e transizione ecologica; Infrastrutture per la mobilità; Istruzione, formazione, ricerca e cultura; Equità sociale, di genere e territoriale; Salute.

Obiettivo raddoppio crescita Pil e più lavoro
Tra i principali «obiettivi quantitativi» che il governo punta a realizzare con le proposte del piano Next Generetion Eu, ci sono: raddoppiare il tasso di crescita dell’Economia italiana portandolo dalla media del +0,8% dell’ultimo decennio ad un livello in linea con la media europea dell’1,6%; aumentare gli investimenti portandoli al 3% del Pil, conseguire un aumento del tasso di occupazione di 10 punti percentuali salendo dall’attuale 63% dell’Italia al 73,2% dell’attuale media Ue; portare la spesa per ricerca e sviluppo al 2,1% rispetto all’attuale 1,3%.

«Ok progetti in base a impatto Pil e costi»
Le linee guida sul Pnrr che il governo ha inviato al Parlamento fissano inoltre dei “criteri stringenti” di ammissibilità alle risorse del Recovery fund per i progetti da finanziare, che devono presentare «piena coerenza» con gli obiettivi strategici e macrosettoriali del Pnrr; «significativo impatto positivo» su crescita del Pil potenziale e dell’occupazione; costi e impatti economici, ambientali e sociali «quantificabili, motivati e ragionevoli»; «esplicitazione dei legami della coerenza con riforme e politiche di supporto»; indicazione della tempistica e modalità di attuazione, con target intermedi e finali; «chiara identificazione» del soggetto attuatore. Infine «se integrano progetti esistenti – si legge nel documento – devono rafforzarli credibilmente».

Meno tasse su ceti medi e famiglie
Uno dei punti delle linee guida indicato nel capitolo ”Fisco“ prevede «una riforma complessiva della tassazione diretta e indiretta, finalizzata a disegnare un fisco equo semplice e trasparente per i cittadini, che riduca in particolare la pressione fiscale sui ceti medi e le famiglie con figli e acceleri la transizione del sistema economico verso una maggiore sostenibilità ambientale». Si prevede inoltre di trasferire l’onere «dalle persone alle cose» e un «alleggerimento della pressione fiscale unitamente ad un sistema impositivo favorevole alla crescita». «Il governo – viene spiegato – ha deciso di disattivare anche tutti gli aumenti di Iva e accise previsti dalle clausole di salvaguardia».

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *