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Range Rover Evoque ibrida plug-in, come va la 3 cilindri ricaricabile del nobile brand britannico – Il Messaggero

Land Rover accelera sull’elettrificazione e la scossa arriva anche sulla più piccola della truppa ovvero la Evoque che può mettere finalmente sul piatto la versione ibrida plug-in, in arrivo insieme ad alcuni piccoli aggiornamenti che hanno interessato tutta la gamma della piccola Range Rover.

L’Evoque di seconda generazione è stata presentata nel 2019, la prima risale al 2011 e il suo merito storico, oltre a portare Range Rover in un ambito dimensionale di prezzo più accessibile, è stato quello di dare una sterzata alla filosofia stilistica del brand. La Evoque portava su un veicolo di serie le soluzioni anticipate dal concept LRX e che ritroviamo ancora su tutte le Range Rover. Ecco perché la nuova Evoque non poteva che evolvere sul filone che essa stessa aveva inaugurato e che l’aveva portata al successo. I tratti caratteristici sono infatti rimasti gli stessi come il cofano, dotato di due sfoghi d’aria e che si inarca in prossimità del parafanghi, oppure la linea di cintura a cuneo che esalta il tetto discendente. Il tutto con dimensioni che si sono mantenute compatte: 4,39 metri di lunghezza per 1 e 90 in larghezza e 1 e 65 in altezza.

L’abitacolo ha la raffinatezza tipica delle Range Rover più grandi ed è stato ulteriormente migliorato nei contenuti tecnologici e di comfort. La climatizzazione è dotata di ionizzatore, per una migliore qualità dell’aria respirata dai passeggeri, e filtro antibatterico che riesce a bloccare persino il PM2.5. Innovativi anche i sistemi infotelematici di nuova generazione Pivi e Pivi Pro. Lo schermo da 10 pollici, molto luminoso e definito, ha una superfice leggermente inarcata così da offrire una migliore sensibilità. Inoltre è dotato di doppio modem, un potente processore Snapdragon ed è aggiornabile over-the-air. Il sistema inoltre, oltre ad avere Android Auto e Apple Carplay, ha anche Baidu Carlife. Altra novità è la ricarica wireless mentre cambiano anche la forma del volante e la logica dei comandi sul piantone.

La strumentazione ha l’indicatore di energia sovrapposto al contagiri e sullo schermo inferiore, oltre ai comandi per il clima e il Terrain Response, ci sono anche quelli per il sistema ibrido (Save, EV e Hybrid). Quest’ultimo ha veri e propri inediti per il marchio. Il primo è che è basato su un motore 3 cilindri, un 1.5 litri da 200 cv accoppiato con un cambio automatico a 8 rapporti Aisin (i 4 cilindri hanno uno ZF a 9 rapporti), il secondo è che la trazione integrale è senza albero di trasmissione, con motore elettrico sincrono da 80 kW dedicato solo alle ruote posteriori. La batteria da 15 kWh è sistemata sotto il pianale, in questo modo migliorano il baricentro e la ripartizione della masse senza influire sullo spazio interno, la capacità del bagagliaio (472-1.156 litri) e anche quella del serbatoio (57 litri). Si ricarica a 7 kW in corrente alternata o anche a 32 kW in continua.

Il sistema eroga in tutto 309 cv e 540 Nm che ne fa la Evoque più potente e scattante (0-100 km/h in 6,4 s.) nonostante il peso superiore di almeno 200 kg. I consumi dichiarati sono di 2 litri/100 km pari a 44 g/km di CO2, ovviamente con la batteria carica e con l’avvertenza che solo ricaricandola si ottengono reali benefici sia per le proprie tasche sia per l’aria che respiriamo. La britannica può marciare ad emissioni zero per 55 km e fino a 135 km/h. In queste condizioni dunque è una trazione posteriore, ma quando è il momento di fare la Range Rover ed affrontare il fuoristrada, si fa trovare sempre pronta sfruttando tutte le doti di erogazione del motore elettrico e facendo in modo che la batteria si trovi sempre ad un livello adeguato prendendo l’energia, se necessario, direttamente dal motore a scoppio attraverso l’alternatore.

Su strada la Evoque ibrida plug-in conferma le sue caratteristiche fondamentali ovvero guida gradevole e ottimo comfort. Le sospensioni assorbono bene le sconnessioni e la vettura è molto silenziosa. Il 3 cilindri, quando è acceso, è sempre ben ovattato e, tirando le marce, accompagna la sua grinta con un sonorità sportiva. Ma il vero protagonista è il motore elettrico che fornisce sempre una bella risposta e, se stuzzicato sulle curve più strette, dà alla Evoque un sapore quasi da auto sportiva, ma sempre in modo debitamente controllato dall’elettronica. Per inserire la modalità di guida S, occorre spostare la leva del cambio verso sinistra e poi spingerla in avanti e indietro se si vuole utilizzare la selezione sequenziale. La decelerazione per il recupero dell’energia si sente, ma è sempre progressiva e mai invasiva, inoltre la frenata è potente e ben modulabile. Equilibrato il comportamento stradale, con un rollio misurato e uno sterzo preciso anche se un tantino vivace nel ritorno.

La Evoque P300e parte da 53.450 euro e arriva fino ai 74.900 euro dell’allestimento Autobiography. In mezzo vi sono moltissime varianti a listino e non tutte possono accedere agli incentivi governativi che vanno da 3.500 a 6.500 euro con rottamazione. In alternativa, si può optare su altre opzioni, a trazione anteriore o integrale e con cambio manuale o automatico, in abbinamento al 2 litri a gasolio (163 cv o 204 cv), al 3 cilindri 1.5 da 160 cv oppure al 2 litri a benzina da 200 cv, 249 cv e 300 cv. In ogni caso, si parte da 40.500 euro.

Fonte: motori.ilmessaggero.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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