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Rai, l’ad Fuortes rimuove Orfeo. Il Pd: stupefatti dal metodo

di Antonella Baccaro

L’accusa al direttore di approfondimenti e talk: «Ritardi sui palinsesti». Ma scoppia la bufera politica

Mario Orfeo, direttore della direzione Approfondimenti della Rai è stato rimosso dall’amministratore delegato Carlo Fuortes «perché è venuto meno il rapporto fiduciario». La notizia, rivelata mercoledì dal sito Dagospia, è stata comunicata ufficialmente dalla Rai all’interessato. Per lui si prospetta un incarico diverso. Palazzo Chigi, interpellato, precisa che tale decisione rientra nella piena autonomia dell’ad. La spiegazione ufficiosa della rimozione è che Orfeo non avrebbe presentato i palinsesti autunnali in tempo per venire esaminati ieri mattina in una riunione informale. Orfeo si sarebbe giustificato adducendo l’assenza del personale che doveva formalizzare i palinsesti illustrati peraltro all’ad, con cui sarebbero stati concordati. Tutti, tranne quello di #CartaBianca, oggetto di un’ultima riunione tra i due e la conduttrice Bianca Berlinguer, lunedì prossimo.

Ma per capire cosa è successo ieri bisogna ritornare a quei giorni di luglio dell’anno scorso, quando il Sovrintendente dell’Opera di Roma fu scelto alla guida dell’azienda. A indicarlo fu Mario Draghi, ma l’impressione è che a suo favore avesse lavorato il Pd romano in contrapposizione con i piani alti del Nazareno. Non a caso le prime smagliature emersero in cda, dove la consigliera in quota Pd, Francesca Bria (indicata da Andrea Orlando), ha inanellato parecchie astensioni anche su delibere importanti. Molto critica anche la posizione dei consiglieri piddini in commissione di Vigilanza, ad esempio sulla rottura dell’ad col sindacato Usigrai.

Ma la distanza della segreteria del Nazareno è esplosa sul caso Berlinguer: il cannoneggiamento da sinistra di #CartaBianca sugli ospiti filoputiniani (e sui tanti in quota M5S) per indurre Fuortes a intervenire è stato duro. E pareva aver ottenuto il suo risultato: Fuortes in Vigilanza aveva annunciato che i talk di prima serata avrebbero cambiato format. Ma la levata di scudi di tutti i partiti, tranne il Pd (e forse anche qualche richiamo da Palazzo Chigi, preoccupato di evitare accuse di censura) avrebbe indotto Fuortes a maggiore cautela. Così, mentre gli ospiti della propaganda russa sparivano dal programma, il caso Berlinguer restava sul tavolo, probabilmente a causa della distanza tra le parti.

Intanto i dubbi dell’ad su possibili agguati da sinistra sono cresciuti dopo l’uscita di alcuni articoli, tra cui uno de Il Foglio
, che criticava il suo operato. In particolare l’accusa della mancanza di un «superdirettore», funzione che Fuortes avrebbe avocato a sé senza averne esperienza, avrebbe indotto l’ad a pensare che dietro ci fosse Orfeo, deciso a prendere il suo posto, col sostegno del Pd. Di qui, si dice, la decisione di assumere l’interim degli Approfondimenti: un colpo basso al Pd in piena campagna elettorale. L’ipotesi di affidarla poi a Antonio Di Bella, ora direttore del DayTime, mettendo al suo posto Angelo Mellone, in quota FdI, rafforzerebbe invece la suggestione di una riproposizione di nuovi equilibri, quelli che già sostennero l’ex ad Fabrizio Salini. Forse non a caso ieri Lega, M5S e FdI non hanno fatto dichiarazioni.

Tutto questo però è di là da venire. Per ora c’è la presa di posizione a sostegno di Orfeo del Nazareno,«stupefatto dal metodo e dal contenuto della linea di Fuortes», di Italia viva con Michele Anzaldi, di NcI e di Maurizio Gasparri (FI). E di certo c’è la convocazione in Vigilanza del presidente Alberto Barachini. Lì Fuortes dovrà andare oltre la formula secca della rimozione.

2 giugno 2022 (modifica il 2 giugno 2022 | 09:02)

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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