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Quattro morti alla Santa Rita di Milano, 21 anni e otto mesi all’ex primario Brega Massone: ma non torna in carcere

In precedenza la Cassazione aveva annullato la condanna all’ergastolo per l’ex primario ritenendo che le morti dei 4 anziani portati in sala operatoria per “interventi inutili” non fossero “omicidi dolosi”. La Corte d’Assise e d’appello di Milano ha quindi riqualificato l’accusa di omicidio, escludendo la volontarietà e il dolo, e riquantificato la pena per Brega Massone. 

Condonati tre anni, l’ex chirurgo non tornerà in carcere – In precedenza il chirurgo era stato condannato a 15 anni e mezzo, diventati definitivi, per 55 casi di lesioni e truffe al Servizio sanitario nazionale. Ora i giudici hanno rifatto il calcolo dopo che gli “ermellini” avevano rinviato gli atti ai loro colleghi della Corte d’assise d’appello ritenendo necessario contestare, accanto all’omicidio preterintenzionale, l’aggravante dello scopo di lucro. La condanna complessiva, con il vincolo della continuazione, è stata quindi ricalcolata dai giudici milanesi a 22 anni e 4 mesi che, per via del condono di tre anni, sono scesi a 18 anni e 4 mesi. Dal momento che l’ex primario è già stato in carcere per 15 anni e mezzo e la pena residua è quindi inferiore ai tre anni, quando la sentenza passerà in giudicato Brega Massone dovrebbe finire la pena non più in cella ma in affidamento in prova ai servizi sociali. 

La Corte ha inoltre rideterminato la pena di 7 anni e 8 mesi inflitta a Fabio Presicci, braccio destro di Brega e imputato per due dei quattro decessi. Al netto del condono e con l’aggravante subvalente alle attenuanti generiche a lui concesse, la condanna è di 8 anni e 8 mesi, di cui solo 6 mesi da scontare in affidamento.

Le condanne in primo grado –  In primo grado i due medici, arrestati 13 anni fa e presenti in aula alla lettura della sentenza, erano stati ritenuti responsabili di omicidio ed erano stati rispettivamente condannati all’ergastolo e a 21 anni. “E’ finalmente finita”, ha commentato la moglie di Brega dopo la lettura del dispositivo. L’avvocato di Presicci, Mauro Mocchi, ha affermato che “si è chiusa una vicenda dolorosissima per tutti”. 

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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