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“Può solo raccogliere le briciole…”. Parte il processo a Conte

I numeri non mentono mai. E sono proprio i numeri a inchiodare Giuseppe Conte. Li abbiamo già pubblicati ieri sul Giornale.it. Ma è bene rinfrescarli. Domenica prossima, alle elezioni amministrative, il Movimento 5 Stelle presenterà appena 67 liste. Cinque anni fa, giusto per dare un’idea al lettore della débâcle targata Giuseppi, la presenza sul territorio era tre volte tanto: 224 in diciassette regioni. Il crollo è a dir poco verticale: 157 liste in meno, il 70% in meno. E la colpa, secondo Enrica Sabatini, autrice del libro Lady Rousseau. Cosa resta dell’utopia di Gianroberto Casaleggio? (Piemme), è tutta dell’ex avvocato del popolo che ha usato il consenso del Movimento 5 Stelle per costruirsi una carriera. Il risultato è stato appunto disastroso. Secondo i sondaggisti, il partito fondato da Beppe Grillo è prossimo al giro di boa: si avvicina pericolosamente alla soglia psicologica del 10%. Qualora alle prossime elezioni politiche dovesse andare sotto, sarebbe la pietra tombale su Conte. Sempre che non intervenga prima il tribunale di Napoli ad affossarlo coi ricorsi degli attivisti.

Sabatini, quale è il suo giudizio su Conte?

“Beppe Grillo definì Conte una persona senza visione politica né capacità manageriali, senza alcuna esperienza di organizzazioni né capacità di innovazione. E i risultati oggi danno ragione a questa definizione.”

Qual è stato il suo errore principale?

“Credo che il principale errore di Conte sia stato quello di voler qualcosa che tutti sapevano che non era in grado di ottenere, ossia essere il leader di una forza politica.”

È per questo che il Movimento 5 Stelle si sta eclissando?

“Il movimento si sta eclissando perché non ha alcuna visione, non è coerente e la sua proposta politica non è più unica. La banalizzazione operata da Conte ha reso il progetto politico ideato da Gianroberto Casaleggio un partitino qualunque che si presta ad essere il vassallo di altre forze politiche all’occorrenza e per convenienza.”

Si riferisce all’alleanza con il Pd di Letta?

“Certo…”

Alle amministrative che si terranno domenica prossima il M5s si presenta in pochissimi Comuni. Nella maggior parte (40 su 67) va a braccetto coi dem. Cosa c’è che non va?

“Conte è più un personaggio televisivo con cui le persone vogliono fare selfie che un politico con cui è possibile costruire un progetto credibile. Per questo motivo l’attuale movimento non ha più attivisti o cittadini che vogliano candidarsi, perché le persone non sono disposte a mettere la propria faccia in un movimento ambiguo e incoerente che ha tradito principi e promesse. Basta considerare questo dato: nel 2017 il movimento aveva ben 224 candidati sindaco, quest’anno soltanto dieci. Così a Conte resta solo andare a braccetto con il Pd e sperare di raccogliere le briciole che cadranno dal loro tavolo.”

Nei Palazzi si vocifera del desiderio di Conte di farsi un partito tutto suo?

“Me lo auguro.”

Non lo vuole più vedere alla guida del M5s?

“Conte ha provato a personalizzare un movimento perché non aveva il coraggio di fare un partito personale. Per uno come lui è stato più facile usare il consenso di una forza politica per costruire la propria carriera anziché rischiare in prima persona. Il flop è arrivato lo stesso. Anzi, è stato anche più rumoroso perché è riuscito a rendere la forza parlamentare di maggioranza relativa totalmente irrilevante sullo scenario politico.”

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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