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Primo Maggio, Mattarella e la sicurezza sul lavoro: “Obiettivo zero morti per imprese e sindacati”

“Un patto per combattere il flagello” 

– Il capo dello Stato ha parlato proprio della necessità di arginare incidenti e morti sul lavoro. “La sicurezza sula lavoro e l’integrità della persona è parte essenziale del nostro patto costituzionale” e “vorremmo che intorno a questa necessità si mobilitasse il fronte più ampio, un patto di alleanza tra istituzioni, società civile, forze sociali ed economiche, per sottolineare con forza l’impegno a combattere un flagello che sconvolge la vita di troppe famiglie, rappresenta un’umiliazione per il mondo delle imprese e una sconfitta per chi, producendo beni e servizi, vede la propria attività sfigurata da queste morti”, ha detto.

“Costo ripresa non può essere pagato in incidenti su lavoro”

– “Eravamo avviati a uscire dalla crisi indotta dalla pandemia con risultati di crescita che si erano rivelati nel 2021 particolarmente lusinghieri”, spiega il presidente della Repubblica pur non dimenticando le attuali difficoltà legate alle “conseguenze nefaste” della guerra. “Con l’economia e l’occupazione in crescita – riprende Mattarella – parallelamente sono aumentati però i rischi di infortuni per i lavoratori impegnati. Ce lo ricorda l’Inail”. Poi, il monito: “Il costo della ripresa non può essere pagato in termini di infortuni sul lavoro”.

Tragedie insopportabili –

 “Ogni incidente ha un costo: umano anzitutto, morale, sociale, economico. Supera di gran lunga quello di ogni attività di prevenzione e tutela. La caduta mortale di Fabio Palotti nel vano di un ascensore, a Roma, la morte di Rosario Frisina a Gorgonzola, sono solo le ultime tragedie di una insopportabile catena che dobbiamo registrare con dolore e amarezza”.

“Pnrr sia usato per la sicurezza sul lavoro”

– “È uno sforzo, quello per la sicurezza sul lavoro, da veicolare anche attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza, che rende disponibili risorse significative. Unità di sforzi, quindi, per la sicurezza sui posti di lavoro. È una responsabilità che appartiene a tutti”. Lo ha ricordato il presidente puntando poi l’attenzione sulle famiglie: “Sappiamo che sul terreno della condizione economica e sociale non mancano sfide come la inflazione, indotta anzitutto dai rincari dell’energia e delle materie prime; non possiamo permetterci di sbagliare: i due terzi della domanda dipendono in Italia dai consumi delle famiglie”.

“Serve lavoro di tutti da Nord a Sud” –

“Non lasciare indietro nessuno, costruire, con i nuovi lavori, anche un welfare rinnovato, sempre più vicino alla persona, al bisogno di sostegno, cura e assistenza. Procedere con decisione sulla strada degli investimenti nella formazione, nella scuola, nella ricerca, nella cultura.Alla Repubblica serve il lavoro di tutte e di tutti. Di donne, di giovani, di ogni parte d’Italia. Ognuno deve fare la propria parte per allargare la base del lavoro: le istituzioni anzitutto, ma con loro le grandi aziende, le piccole e medie imprese, i sindacati, il Terzo settore, i professionisti, la vasta e plurale realtà del lavoro dipendente e di quello autonomo”.

Guardare al futuro –

“C’è motivo di fiducia. In questo 2022, contro ogni scetticismo, un segno positivo per la nostra economia è alla portata, malgrado le difficoltà. Le parole conclusive del presidente Sergio Mattarella al Quirinale in occasione della festa del lavoro.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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