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Pride 2022, si scaldano i motori: “Obiettivo 50mila persone”

Obiettivo: 50.000 persone. Con questo primo ‘traguardo’ simbolico torna a Bologna il ‘Rivolta Pride’, la grande manifestazione a sostegno dei diritti e della piena autodeterminazione delle persone Lgbtqia+. Gli organizzatori, che puntano dunque a superare le 30mila presenze della passata edizione, hanno presentato il Pride 2022 (“La rivolta è desiderio”) questa mattina al parco di Villa Cassarini, nel piazzale Marcella Di Folco, una delle tappe del lungo corteo formato da sette carri (tre in più dell’anno scorso) che si snoderà per il centro cittadino e lungo i viali fino ai Giardini Margherita sabato prossimo, 25 giugno.

La partenza è alle 15.30 da piazza XX settembre, per poi proseguire in via Indipendenza, via dei Mille, piazza dei Martiri, via don Minzoni (passando davanti alla sede del Cassero) e lungo i viali fino a piazzale Jacchia, dentro i Giardini Margherita, dove sono attesi gli interventi di chiusura. Lungo il tragitto è prevista un’area di decompressione appunto nel parco di Villa Cassarini, di fronte alla sede storica del Cassero di Porta Saragozza, dove saranno a disposizione acqua e cuscini per chi avrà bisogno di fare una pausa.

Servizio d’ordine e tappi per le orecchie: “Sarà un Pride più accessibile”

“Questo sarà un Pride più attento all’accessibilità”, spiegano gli organizzatori. Per questo la manifestazione sarà accompagnata solo dalla musica sui carri: all’interno del corteo non ci saranno bande o percussioni, per favorire l’inclusione delle persone ‘neurodivergenti’. Saranno anche distribuiti tappi per le orecchie. Previsto anche un servizio d’ordine (“Lo chiamiamo Gruppo Simpatia”), che si occuperà della sicurezza lungo il corteo. Le persone Lgbt, spiegano gli organizzatori, “devono sentirsi sicure di attraversare il Pride”. Il riferimento è anche a episodi di molestie all’interno di alcuni locali denunciati dalle stesse associazioni

“Avendo i nostri spazi anche natura commerciale- spiegano gli organizzatori del Pride bolognese- sono frequentati anche da maschi eterosessuali cisgender. E il più delle volte sono loro a dare problemi”. Come nelle altre edizioni, poi, sono vietati simboli di partito o sindacali. Anche quest’anno, inoltre, sono state rifiutate le sponsorizzazioni perchè “respingiamo con fermezza il ‘rainbow washing’ delle aziende che spesso sono le stesse che discriminano”. Proprio dal dire basta alle discriminazioni sul lavoro partono gli organizzatori del Pride bolognese 2022 per elencare le rivendicazioni presenti nel documento politico che accompagna la manifestazione.

Tra i punti anche la richiesta di maggiore formazione ed educazione alla sessualità nelle scuole, una nuova legge sull’identità di genere basata sul consenso informato, lotta allo stigma per le persone con Hiv, una riforma del diritto di famiglia che riconosca anche la genitorialità Lgbt, la riforma della legge 104 e la decriminalizzazione del ‘sex work’, con un secco no al ddl Maiorino. Gli organizzatori del Pride chiedono inoltre maggiori spazi, anche a Bologna, per l’accoglienza di migranti e rifugiati Lgbt e centri antiviolenza ad hoc.

“Bologna si racconta come la città più Lgbt friendly d’Italia -affermano- ma spazi e risorse non sono sufficienti alle richieste. Queste infrastrutture e queste risorse devono invece essere messe a disposizione. Vogliamo più spazi ‘safer’, anche autogestiti, e siamo impegnati su più fronti per potenziarli”. Agli enti locali, inoltre, gli organizzatori del Pride chiedono “maggiore formazione per i dipendenti pubblici”, in particolare quelli degli Urp e delle Ausl. Infine, un appello ai media: “Non pubblicate solo foto di corpi perfetti per rappresentare il Pride. Speriamo di abbattere anche la ‘grassofobia'”. (Dire)

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Fonte: bolognatoday.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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