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Prato, rubava a morti e degenti in ospedale: operatrice socio sanitaria denunciata

Prato, 21 giugno 2022 – Senza pietà. A Prato una operatrice socio sanitaria è stata denunciata dai carabinieri per aver rubato ai degenti nell’ospedale Santo Stefano. La donna avrebbe approfittato della sua posizione professionale per appropriarsi di carte elettroniche bancarie sottraendole a ricoverati affidati alle sue cure, tutti versanti in gravissime condizioni, nonché, in un caso accertato, anche nei confronti di una persona morta.

La oss è stata denunciata dai carabinieri con accusa di furto aggravato e frode informatica. Proprio dal furto a una donna defunta sono partite le indagini: un uomo si è presentato in caserma denunciando che tra gli effetti personali della figlia, restituitigli dopo la sua scomparsa, mancava una carta bancomat che però risultava essere stata utilizzata per pagamenti di spesa presso alcuni negozi di Prato in date e orari incompatibili con la situazione che era in atto, visto il ricovero e il decesso della donna.  

L’attività investigativa dei carabinieri ha consentito di far luce sul caso, portando all’identificazione dell’operatrice ospedaliera infedele, ma anche di accreditarle a suo carico altri eventi simili nei quali le vittime erano state altri pazienti ricoverati in gravi condizioni, o addirittura, in un caso, perfino una collega. Il suo obiettivo consisteva solo nelle carte elettroniche che poi utilizzava sempre entro il limite di spesa per il quale non è richiesto il codice identificativo.

Le indagini si sono sviluppate attraverso una certosina ricostruzione dei movimenti della 55enne immediatamente dopo le appropriazioni, con specifiche attività condotte sia presso gli esercizi commerciali dove aveva effettuato gli acquisti fraudolenti, ma anche mediante osservazioni e appostamenti presso l’ospedale teatro dei furti avvenuti tra aprile e giugno. Decisiva è stata la collaborazione della dirigenza sanitaria dell’ospedale che, informata dei fatti e nella piena volontà di far luce nella vicenda, ha collaborato con ogni mezzo con i carabinieri per agevolarne e consentire il buon esito delle indagini.

“I primi a vergognarsi di quanto accaduto siamo stati noi perché ovviamente i familiari ci affidano i loro cari in tutto e per tutto. Siamo molti dispiaciuti e abbiamo immediatamente collaborato alle indagini”, ha dichiarato la direttrice dell’ospedale di Prato, Sara Melani. “Si tratta di un crimine odioso”, ha aggiunto il comandante dell’Arma, Sergio Turini. Le indagini ora stanno approfondendo i periodi precedenti a quelli dell’assegnazione in organico all’ospedale di Prato. In precedenza l’operatrice sanitaria aveva lavorato a lungo presso l’ospedale di Siena e si cerca ora di capire se ci fossero state denunce o episodi simili anche là. 

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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