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Porti spalancati per l’invasione: cosa ci aspetta

Le navi delle Ong prendono ancora una volta di mira le coste italiane ed attendono puntualmente solo l’ok, come fatto in altre innumerevoli circostanze, per poter accedere ad un cosiddetto “porto sicuro“.

“Non esiste che navi straniere di Ong straniere con clandestini raccolti in acque straniere approdino in un porto italiano”, aveva tuonato ieri Roberto Calderoli, come riportato da Il Giornale. “Non esiste che sia l’Italia a doversi fare carico di immigrati recuperati in acque maltesi”. A nulla sono servite le rimostranze del Carroccio. Com’era facile attendersi, sia gli 800 extracomunitari a bordo della Sea-Eye 4 che i 314 caricati dalla Ocean Viking di Sos Mediterranèe non aspettano altro che il via libera per sbarcare nel nostro Paese.

Nessun problema, pare, dato che il sindaco di Palermo Leoluca Orlando Ha già spalancato le porte della città ben prima dell’arrivo di Sea-Eye 4, ora al largo tra Ragusa e Gela. “A bordo della Sea Eye 4 ci sono 800 persone che hanno bisogno di un porto sicuro”, ha dichiarato il sindaco del capoluogo siciliano, come riportato da NewSicilia. “Sono state tratte in salvo in diverse operazioni di soccorso nel Mediterraneo centrale. Ora hanno bisogno di sbarcare. Palermo è pronta ad accoglierle!” L’ultima operazione di recupero sarebbe avvenuta proprio la scorsa notte, quando sull’imbarcazione si sono aggiunti ulteriori 69 clandestini.

Dopo essere state, come consuetudine, respinte da Malta, le navi Ong hanno fatto rotta verso l’Italia, iniziando con la solita trafila di allerte per accelerare i tempi. Malta aveva ignorato le segnalazioni dell’emergenza in mare da parte di Alarm Phone, anche se la barca si trovava nella zona di ricerca e soccorso maltese”, accusano dall’imbarcazione. La richiesta che segue, in sostanza, è sempre la stessa: sbarcare in Italia. “Quattrocento persone salvate nella notte da navi civili Sea Eye4 e Rise Above”, dichiara Mediterranea saving humans.“Chiediamo che le autorità italiane assistano subito gli 800 a bordo Sea Eye e ne garantiscano lo sbarco in un porto sicuro”. Rincara la dose la stessa Alarm Phone. “Il salvataggio delle circa 400 persone ha richiesto molte ore e molte persone sono cadute in acqua”, spiega la Ong. “Le persone non dovrebbero essere costrette a rischiare la vita per raggiungere l’Europa”.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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