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Porsche 911 Targa 4S: grand tour attorno al Circuito stradale del Mugello

Con la scoperta tedesca su e giù per le splendide colline toscane tra storia e relax. Non farsi prendere dal sei cilindri 3.0 biturbo da 450 Cv di potenza è un’impresa ardua

Matteo Morichini

L’itinerario da Fiesole ai leggendari echi motoristici del Circuito stradale del Mugello è un incanto di morbide ondulazioni, che partendo dagli aristocratici colli fiorentini elevano il manto stradale fino agli impervi valichi dell’Appennino tosco-emiliano, mentre gli ecosistemi solcati da spettacolari curve compongono un affresco da vero Grand Tour. La scelta della Porsche 911 Targa 4S non è in questo senso casuale, in quanto poche vere sportive possono vantare un simile confort di viaggio, mentre la tensione estetica di classicismo e contemporaneità rispecchia la quintessenza dei luoghi visitati, dove il profondo legame con il territorio e la sua storia coesiste con un’ospitalità raffinata, ragionata e attuale.

Prima tappa

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Esponente illustre di tale filosofia è Villa San Michele, a Belmond Hotel, dove la facciata attribuita a Michelangelo ed il simmetrico loggiato che appare sospeso nel cielo sopra Firenze annunciano un soggiorno di memorabile piacevolezza. Dal giardino alla piscina panoramica passando per la talentuosa e precisa cucina di Cozzolino – giovane e brillante chef campano con un gran senso del gusto – al romantico ristorante Le Logge, la dimora Belmond nella salita di Fiesole, è da considerarsi incipit perfetto per immergersi nella narrativa motorsport – oltre che in quella culturale e gastronomica – delle affascinanti rotte mugellane.

Aria di primavera

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La primavera è una stagione particolarmente godibile per immergersi nella luce, nei colori e nel respiro di un paesaggio dai mille volti e ancora defilato rispetto a molte destinazioni toscane, e quindi le strade sono prevalentemente libere e quasi sempre in buone condizioni. Tutti motivi per mettersi al volante di buon’ora dopo aver ammirato il dolce albeggiare sulla cupola di Brunelleschi nel corso di un’illuminante colazione à la carte. All’uscita, l’aria fresca attende di essere intiepidita dal sole che inizia la sua parabola sulla città. Con l’iconica capote del Targa ripiegata sotto al lunotto, la Via Bolognese apre le danze s’un itinerario mosso, variegato e scintillante.

Alla guida della Targa 4S

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Il profumo dei prati stracolmi di fiori, entra nell’abitacolo ed ogni gesto, comando o input alla 911 viene come perfezionato dalla sintesi di performance, assoluti tecnici ed intuitiva maneggevolezza con cui la Targa riesce ad affrontare ogni contesto. Viene voglia di guidare costantemente sopra i 3.500 giri/min per ascoltare le sonorità del sei cilindri 3.0 biturbo da 450 Cv di potenza massima della versione 4S, ma l’intento non è sempre attuabile, perché tirando le marce del Pdk a doppia frizione si raggiungono velocità vertiginose (o comunque ben superiori ai limiti stradali) anche in seconda marcia. Tuttavia, specie in modalità sport e con gli spazi giusti come nella scalata verso il Passo della Futa, la sinfonia di acuti, piccole deflagrazioni e borbottii in rilascio è esaltata da un grip ed una trazione a centro curva inesorabile e che aggiunge più confidenza ad ogni cambio di direzione. Diventa così arduo decidere se godersi il feeling 911 tra le curve oppure il paesaggio da cui sono circondate. Nella discesa verso Galliano meglio optare per la seconda opzione in quanto i sali e scendi conducono ad un viale di cipressi davvero monumentale mescolando fotogrammi di alture, campi arati, laghi e colline fino a Scarperia.

Il mito del Mugello

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La località offre più scelte e tutte sono indissolubilmente legate all’epica locale. La prima è, ovviamente, visitare l’Autodromo del Mugello e se il calendario coincide, prendere parte ad un track-day. L’esperienza vale il viaggio perché il circuito, meraviglioso nella sua fisionomia ad esaltare le gesta dei piloti più coraggiosi, non è solo un tempio delle corse motociclistiche ma uno degli anfiteatri della velocità di maggiore impatto estetico del mondo intriso di storie da raccontare. Altrettanto appagante, seppur per diversi motivi, sarà il pranzo presso La Fattoria Il Palagio. Il ristorante è una sorta di tappa cult per il mondo delle corse (e non solo) nei weekend di gara grazie al richiamo di una schietta e genuina cucina regionale con prelibatezze come affettati, tortelli mugellani fatta in casa, carni alla brace.

Il circuito stradale del Mugello

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Terminata la sosta culinaria, il consiglio è di visitare il palazzo della signoria nel centro storico della cittadina (celebre anche per la produzione di coltelli) oppure recarsi al castello mediceo di Cà Faggiolo. Gli aficionados delle competizioni di regolarità possono invece guidare fino a San Piero a Sieve; paesino che dal 1914 al 1970 ha segnato la partenza del Circuito stradale del Mugello. Il “loop” appenninico ben si presta alle rievocazioni al proprio ritmo con tappe a Firenzuola, Passo del Giogo e Futa. Prima di mettersi in marcia con una super sportiva dalla cavalleria scalpitante, è bene tenere a mente che il “circuito stradale” è spesso angusto e sempre tortuoso.

Le tre virtù

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Rientrati nelle vallate attorno Barberino, il richiamo di una silenziosa notte nel cuore della natura mugellana per poi dedicare il giorno successivo a sentieri, gite in bicicletta ed escursioni si materializza con Le Tre Virtù. La struttura è tra le più eleganti della zona e la grande attenzione della proprietà (anche titolari del marchio di prodotti motociclistici Virus Power) nei confronti della terra che li circonda, ha promosso un’etica di lavoro realmente sostenibile in ambito approvvigionamento energetico e scelte gastronomiche. Un aspetto, quest’ultimo, sottolineato anche dalla Guida Michelin 2021 che oltre al celebre macaron già assegnato a Virtuoso (chef Antonello Sardi) un paio di anni or sono, ha insignito il ristorante annesso alla struttura con il nuovo simbolo della stella verde. Il viaggiatore consapevole ha dunque un rifugio a sua immagine somiglianza nel cuore della campagna mugellana ed entusiasmanti strade da percorrere appena varcato il cancello della tenuta.

La conclusione del viaggio

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Quella che conduce a Borgo San Lorenzo circumnavigando parte dell’autodromo anticipa curve e strettoie della Via Faentina. In molti tratti l’asfalto inghiottito dalle pareti verdeggianti corre parallelo ad un torrente per poi aprirsi in altri maestosi scenari negli ultimi 20 km prima di Firenze. Il susseguirsi di ville, cipressi, ulivi, casali e castelli accompagnano le movenze granturismo della 911 Targa fino ai ponti sull’Arno ed infine al complesso di San Miniato; altro luogo di raro splendore da cui contemplare l’onirica prospettiva sulla città e sulla rigogliosa natura mugellana all’orizzonte.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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