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Pnrr, si riunisce la cabina di regia: nel mirino obiettivi di fine marzo e governance

I punti chiave

3′ di lettura

Dopo l’incontro tra la premier Giorgia Meloni e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che si è svolto all’inizio della settimana, il governo accelera sul dossier sempre più strategico del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Con le prime scadenze già dietro l’angolo, previste a marzo, l’imperativo è evitare di accumulare ritardi che facciano arrivare alla fine del semestre con l’acqua alla gola.

Nuova cabina di regia

Si terrà giovedì 12 gennaio, alle 15:30 a Palazzo Chigi una nuova cabina di regia, la prima del 2023. Il vertice è finalizzato al monitoraggio degli obiettivi in scadenza a fine marzo e fine giugno, con la verifica della programmazione delle attività e delle criticità emerse. A quanto si apprende, la riunione dovrebbe essere presieduta dal ministro degli Affari europei, Raffaele Fitto.

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Obiettivo semplificare le procedure

In discussione con la Ue c’è già l’ipotesi di spostare alcuni progetti dal Pnrr ai fondi di coesione, per dare così più tempo alle opere che non riuscirebbero a rispettare le rigide scadenze del piano. La premier e i ministri si concentreranno prima di tutto su come semplificare il lavoro dei singoli ministeri, e per questo ogni dicastero porterà al tavolo le sue indicazioni sulle norme necessarie a sveltire le procedure, da inserire in un prossimo decreto.

Le soluzioni tecniche per accelerare le gare

Tra queste ci saranno una serie di misure tecniche, ad esempio sulla valutazione dell’impatto ambientale (Via), sulle autorizzazioni e le corsie preferenziali per i progetti. Tutto nell’ottica di accelerare le gare e le opere.

Verso nuova governance

Sul tavolo della cabina di regia approda anche il dossier governance. La struttura messa a punto dal governo Draghi non ha mai convinto il nuovo governo, che punta a cambiarla rendendo sostituibili i responsabili delle unità Pnrr dei singoli ministeri, un incarico che attualmente invece arriva a fine piano, nel 2026. L’idea è di avere dirigenti che assicurino i risultati, rimuovendo quelli che non funzionano. Lo schema dovrebbe essere: prima, nei prossimi giorni, la Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del Pnrr; subito dopo andrà in Cdm il decreto legge che dovrebbe rendere più unitaria la governance del Piano.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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