Viva Italia

Informazione libera e indipendente

Picchiato e costretto a pagare 400mila euro di interessi per un prestito di 40mila: 4 arresti per usura nel Barese

L’imprenditore agricolo sarebbe stato costretto a pagare, per un prestito di 40mila euro, la quota mensile di 4mila euro di interessi ed, in seguito a ritardi nei versamenti, ‘interessi di mora’ fino a 9.500 euro mensili. Ieri notte, i Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, nei comuni di Bari, Triggiano e Rutigliano, nei confronti di 5 persone accusate di usura, estorsione aggravata dal metodo mafioso, spaccio di sostanza stupefacente e favoreggiamento. 

I militari hanno compiuto gli arresti in seguito al provvedimento emesso dal Gip del Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia del luogo, nella quale vengono riconosciuti gravi indizi di colpevolezza nel procedimento a carico di 5 indagati. Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal Gip, da dimostrare nelle fasi successive del procedimento con il contributo della difesa, i reati contestati, compresi nel periodo che va dal 2008 al 2018, e in parte al 2020, riguarderebbero un’usura ai danni di un imprenditore agricolo, a cui sarebbe seguita un’attività estorsiva, connotata dal metodo mafioso, un episodio di cessione di droga ed il favoreggiamento da parte di uno degli indagati, il quale avrebbe fornito false dichiarazione agli inquirenti in ordine ai fatti oggetto del presente procedimento.

Le indagini, avviate dopo la denuncia presentata dall’imprenditore agricolo e condotte dai Carabinieri di Rutigliano e Triggiano, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, avrebbero permesso di acquisire gravi indizi di colpevolezza per il reato di usura a carico di un 41enne del luogo il quale, in concorso con la madre 67enne e un 72enne di Bari, quest’ultimo con il ruolo di mediatore, a fronte di un prestito concesso all’imprenditore, nei primi mesi del 2008, di complessivi 40.000 euro, avrebbe imposto la corresponsione di interessi usurai pari a 4.000 euro mensili, fino a pretendere, in seguito al ritardo nel pagamento delle rate, interessi di mora fino a 9.500 euro mensili.

Gli approfondimenti investigativi avrebbero consentito inoltre di raccogliere gravi indizi di colpevolezza per il reato di estorsione a carico sempre del 41enne e del fratello 46enne, i quali, tra il 2008 e il 2018, avrebbero costretto la vittima a corrispondere loro le somme illecitamente pretese a titolo di interessi usurai, mediante l’uso di violenza e minaccia, con diverse aggressioni fisiche e con frasi del tipo: ”Ti spacco i denti”, “Ti uccido”, “So dove vivi e ti vengo a cercare”, il tutto avvalendosi della forza di intimidazione derivante dalla presunta appartenenza del 46enne al clan Parisi. In una circostanza la vittima, a seguito dell’aggressione subita, è stata ricoverata in ospedale per trauma cranico e contusione alla piramide nasale, mentre in un altro episodio sarebbe stata presa a calci, schiaffi e ginocchiate. Le minacce sarebbero state rivolte anche nei confronti dei familiari dell’imprenditore, tanto che la sorella aveva deciso di emigrare per gli Stati Uniti.

Tra la data della pattuizione, nel 2008, e l’ultimo versamento di denaro nel 2018, la vittima avrebbe corrisposto ai propri aguzzini, a fronte del prestito di 40.000 euro, una somma compresa tra i 300mila ed i 400 mila euro, costringendolo a vendere sottocosto anche beni di famiglia, quali un appartamento ed alcuni veicoli agricoli.

Il quadro indiziario raccolto dai Carabinieri è stato condiviso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari che ha avanzato richiesta di emissione di misura cautelare, a seguito della quale il Gip del Tribunale di Bari ha disposto l’arresto per quattro soggetti, dei quali tre condotti in carcere e uno sottoposto agli arresti domiciliari, oltre l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria per l’ultimo indagato. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari, all’esecuzione della misura cautelare odierna, seguirà l’interrogatorio di garanzia ed il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *