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Piacere e dolore, il motore della vita

Ascoltatelo con attenzione, un bip insistente, ficcante, tormentoso. Il rumore che lo scaccia via è un tlac pacificatorio, lenitivo. Riconoscete la melodia bip-tlack, vero? La trasmette la vostra macchina quando l’accendete e voi stessi, o il passeggero, non avete prima indossato la cintura di sicurezza. Quel bip abbiamo imparato ad amarlo, perché è un promemoria alla sicurezza, una punizione benevola che salva faccia, organi e la vita stessa. Lo amiamo anche per un altro motivo, ci dà la scusa per dire al passeggero: «Allaccia la cintura, sai, quel rumore è così fastidioso». Spiegargli: «Se non l’allacci subito rischi la salute e che io prenda una multa», sarebbe più complicato.

«Premi & punizioni», secondo titolo della collana di Piero Angela in edicola con il «Corriere», ruota intorno a esempi così, semplici, incisivi e spiega le basi di uno degli assi portanti del comportamento umano, meglio di molti esperti televisivi. Quest’asse lo riassume in poche parole: «Anche noi, quindi, come tutti gli animali, siamo biologicamente costruiti per cercare premi. Ed evitare punizioni. Il nostro cervello è organizzato esattamente per perseguire questo obiettivo».

Attenzione, Angela non ha alcuna intenzione di tornare al primo comportamentismo. Riprende, giustamente, alcuni dei suoi caposaldi, ovvero l’apprendimento condizionato che ci porta a ricercare stimoli piacevoli e a evitare stimoli che, in vari modi, abbiamo imparato a riconoscere come spiacevoli. Ruota tutto intorno all’asse piacere-dolore, il cuore della teoria delle emozioni, il motore primo del comportamento umano.

Chi trova piacere nel rubare è incoraggiato a farlo dal premio dell’eccitazione e del bottino e dissuaso, si spera, dalla punizione anticipata in termini di condanna e prigione. Chi corteggia una donna è mosso da vari premi, una promessa di sensualità e piacere sessuale, dalla conferma del valore personale e, forse, della propria amabilità. È frenato dalla punizione del possibile rifiuto, con tutto ciò che implica sempre in termini di valore personale — che vergogna se mi dice no — e amabilità. E se quella donna è impegnata, ci sono vari disincentivi dei quali sarebbe saggio prendere nota per tempo — non desiderare la donna d’altri.

In tutta la prima parte del libro in cui parla di psicologia dell’individuo, l’autore offre al lettore non specialista una visione che lo psicologo evoluzionista riconosce facilmente (ed è ben felice che venga divulgata). Quello che ci guida ad agire sono le emozioni e queste si articolano attorno a esperienze di tipo piacevole/spiacevole. Il sorriso della mamma: piacevole. Una brutta figura: vergogna, spiacevole. Ci rubano il parcheggio: rabbia, spiacevole. L’acqua del mare è fresca, trasparente e il primo ombrellone è a dieci metri: gioia, molto piacevole.

I premi, spiega l’autore, sollecitano le emozioni piacevoli, le punizioni, va da sé accendono quelle sgradevoli. E qui entra la psicologia evoluzionista. La dialettica premi/punizioni opera all’interno di una serie di motori d’azione, selezionati per garantire sopravvivenza e adattamento al gruppo. All’inizio del libro Piero Angela punta la lente sul rango sociale. Il premio è l’apprezzamento, in termini di aumento di potere, denaro, status morale, ricompense quindi sia pratiche sia simboliche. Viceversa la punizione è riduzione o privazione delle stesse. E poi l’autore include altre motivazioni, altrettanto importanti, sempre modulate da premi e punizioni. Sottolinea il bisogno di prendersi cura del prossimo, l’altruismo. Privo di moralismi, ci ricorda che amare generosamente ha un ritorno egoistico, in termini di fare del bene a qualcuno che percepiamo come una sorta di nostra estensione: figli, parenti, persone care (i congiunti delle autocertificazioni…). È un egoismo benefico, sano, un collante della società, moneta da fare circolare e fruttare. E ancora i premi e punizioni della sessualità, l’esempio di prima del corteggiare la ragazza. Poi l’appartenenza al gruppo: il premio dell’essere riconosciuti buoni membri della comunità, buoni scienziati, cittadini, tifosi di una squadra, fedeli. La promessa di soddisfare il bisogno di appartenere ci porta a cercare ricompense sufficienti a bilanciare vari rinforzi negativi, sacrifici, privazioni. Guidati dal premio di sentirsi inclusi, alcuni arrivano a rinunciare a soddisfare l’istinto più primitivo: la sopravvivenza.

In un momento in cui tutto ciò che è conoscenza scientifica è prezioso e necessario, antidoto all’oscurantismo che serpeggia nei social, un libro del genere è un’ottima introduzione ai motori dell’azione umana. Poi il curioso potrà sfogliare le pagine di Antonio Damasio, Michael Tomasello e Joseph Le Doux e capirà ancora meglio cosa ci spinge a decidere se corteggiare o astenerci, rubare o rispettare la legge. Il motivo per allacciare la cintura di sicurezza, ormai, è chiaro: far cessare il bip.

È in edicola con il «Corriere della Sera» e «La Gazzetta dello Sport» «Premi & punizioni. Le vere leve del comportamento», il secondo titolo della nuova collana dedicata alle opere di Piero Angela. La serie raccoglie 16 volumi tra quelli firmati dal celebre divulgatore, scelti sia per i temi trattati sia per i contenuti, sempre attuali (nel piano dell’opera di questa pagina sono raccolte tutte le uscite). I testi sono stati rivisti e, quando necessario, aggiornati. Il primo volume resta in edicola ancora una settimana; i successivi, a partire da questo, sono in vendita a cadenza settimanale: tutti al prezzo di e 8,90 in aggiunta a quello del quotidiano. «Scopo di questo libro — scrive Angela nell’incipit di Premi & punizioni — è cercare di capire meglio le leve del comportamento umano. Noi tutti tendiamo a ottenere dalla vita le cose gradevoli e a evitare quelle spiacevoli. Non ci rendiamo però conto fino a che punto “premi” e “punizioni” condizionino le nostre azioni quotidiane, anche quando crediamo di agire in modo “disinteressato”: essi influenzano il nostro comportamento sia a livello individuale che collettivo, e sono alla base anche dell’attività politica, sociale ed economica (oltre che industriale, sportiva, militare, scientifica, sessuale, culturale, eccetera)». Piero Angela (Torino, 22 dicembre 1928), maestro della divulgazione scientifica, è noto soprattutto per il programma Quark. I suoi volumi sono diventati tutti bestseller. Tra i numerosi riconoscimenti, ha ricevuto undici lauree honoris causa, il Premio Kalinga dell’Unesco e la medaglia d’oro per la cultura della Repubblica italiana.

26 agosto 2020 (modifica il 26 agosto 2020 | 22:39)

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Fonte: corriere.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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