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Petagna entra e segna: il Napoli doma un ottimo Genoa

La squadra di Spalletti parte forte e va in vantaggio. Il Grifone, dopo essersi visto annullare tra le proteste un gol dal Var, pareggia. Ma ci pensa l’ariete azzurro a regalare i 3 punti ai campani a pochi minuti dalla fine

Decide un colpo di testa di Petagna a sette minuti dalla fine. Finisce 2-1, il Napoli resta a punteggio pieno, sale a più cinque sulla Juve che ospiterà al Maradona dopo la sosta del campionato, ma soffre a lungo contro un Genoa alla seconda sconfitta consecutiva, ma trasformato rispetto alla scialba prova di otto giorni fa contro i campioni d’Italia. Due mondi solo apparentemente lontani, insomma, Napoli e Genoa: Spalletti con le sue ambizioni, Ballardini con le sue sofferenze. Invece alla fine gli opposti quasi coincidono. La prodezza di Fabian Ruiz al 39’ e il sinistro-capolavoro di Cambiaso al 25’ della ripresa dicono questo, anche se gli ospiti hanno avuto il merito (e gli uomini) per riportarsi avanti nel finale (ma sul gol dell’attaccante appena entrato, decisivo l’errore di Masiello). Il Napoli, privo di Osimhen, piazza Insigne falso centravanti e Politano-Lozano a completare il tridente offensivo, ma il Genoa da subito è apparso tutta un’altra squadra rispetto a quella dell’esordio in campionato. Il tecnico genoano sceglie un inedito 3-5-1-1 per provare ad arginare il Napoli. Decisione quasi obbligata: pure stasera il Genoa aveva quasi gli stessi uomini di sabato scorso, perché la ricca batteria di innesti (Vasquez, Maksimovic, Caicedo, Touré) è ancora ai box. Dunque, Ghiglione esterno in mediana e Hernani trequartista alle spalle di Ekuban unica punta. E nella prima mezz’ora i rossoblù reggono l’urto, provando a tenere alto il baricentro e corta la squadra, chiudendo sugli esterni e passando al 5-3-1-1 senza palla. Il Napoli va vicino al vantaggio in avvio con Lozano (3’, colpo di testa alto) e poi coglie il palo con Insigne (13’, bravo Vanheusden a sporcare il tiro dell’attaccante). I rossoblù non stanno a guardare: hanno coraggio, cuore e buone idee. Almeno in questo senso Ballardini è stato ampiamente accontentato. Nel primo tempo Ghiglione è andato vicino al vantaggio (21’, decisivo Meret), eludendo la guardia di Mario Rui e mettendo paura a un Napoli comunque con sostanza e qualità, come la rete di Fabian Ruiz ha confermato.

RIVOLUZIONE (E VELENI)

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Nonostante questo, Ballardini non s’è arreso e ha provato in tutti i modi a raddrizzare la partita, passando al 3-5-2 a inizio ripresa con l’ingresso della nuova coppia Pandev-Buksa (fuori Hernani per il macedone e Ekuban per il polacco). Meret è stato super ancora su Ghiglione al 5’ (respinta-capolavoro sull’esterno, che ci ha provato una seconda volta ma è stato murato dalla difesa). E qui, al minuto 9 l’episodio che avrebbe potuto fare da spartiacque alla gara, con il gol di Pandev prima convalidato e poi annullato dall’arbitro Di Bello, richiamato dal varista Fabbri a un check a bordo campo che ribalta la decisione. Un’azione che farà discutere, poiché sul cross di Sturaro, Buksa si trova sulla traiettoria di Meret. Il numero uno, però, sembra in ritardo nell’uscita, scontra il polacco e cade a terra. La rete annullata moltiplica le energie del Genoa, che grazie a Sirigu si salva sulla conclusione di Lozano, vicinissimo al raddoppio. Qui il Napoli si abbassa, Ballardini inserisce anche Kallon (3-4-1-2, e Pandev trequartista) e coglie il pari provvisorio al 25’ con un sinistro splendido di Cambiaso che brucia sul tempo Di Lorenzo. Il Napoli qui si riprende, ritrova spinta ed efficacia nei contrasti, finchè Spalletti si gioca la carta-Petagna al posto di Politano. All’attaccante bastano cento secondi per trovare il guizzo giusto sulla punizione di Mario Rui. Il Grifone ci prova ancora, ma è il Napoli nel recupero vicinissimo al terzo gol con Ounas nell’ultimo dei sei minuti di recupero.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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