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Perché la propaganda di Grillo su prescrizione e governo tecnico si è rivelata dannosa

Un governo tecnico, sostenuto anche dal M5S, ripristina la prescrizione dei reati, abolita da una precedente riforma voluta da Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia in forza al M5S. Sia il governo che la modifica alla legge Bonafede sono stati pesantemente spinti da Beppe Grillo, frontman, elevato e Garante del M5S. Il popolo M5S è in subbuglio, si rivolta contro Grillo, destituito ormai del suo ruolo di Uomo della Provvidenza e ne invoca la sostituzione con un nuovo Uomo della Provvidenza, nella persona di Giuseppe Conte, o magari di Alessandro Di Battista.

Prescindendo dall’ovvia constatazione che gli uomini della Provvidenza sono sempre stati una iattura per il paese e rivelano l’inconsistenza culturale dell’elettorato, cosa sta succedendo al M5S? Sarebbe facile rispondere che sia il Garante che i parlamentari sono mossi da interessi personali: nonostante questo sia possibile, si otterrebbe però una spiegazione incompleta, che necessariamente dovrebbe anche includere la disonestà di tutti gli altri parlamentari e ministri, intenti a sfruttare le debolezze del Movimento.

Facciamo quindi un passo indietro e analizziamo la passata propaganda del M5S rispetto a questi due elementi: il governo tecnico e la prescrizione. Tutti ricorderanno che queste erano due bestie nere di Beppe Grillo e del M5S: mai più governi tecnici, mai più prescrizione. Erano queste proposte realistiche o puramente propagandistiche, finalizzate ad acchiappare voti e null’altro? Sia il governo tecnico che la prescrizione sono soluzioni a problemi reali. Il governo tecnico serve a realizzare fini politici necessari ma impopolari che i partiti sono riluttanti ad affrontare; oppure a trovare una maggioranza che il Parlamento è capace di esprimere, ma che un governo politico non troverebbe. La prescrizione serve ad evitare che un caso giudiziario difficile da risolvere diventi infinito, tramutandosi di fatto in un danno molto grave per un imputato che potrebbe essere innocente. Si consideri ad esempio che alcuni datori di lavoro possono richiedere un certificato del casellario giudiziario da cui risulti che il richiedente non è mai stato condannato, né ha procedimenti penali in atto: in assenza della prescrizione un cittadino potenzialmente innocente potrebbe avere procedimenti penali in atto a tempo indefinito.

E’ ovvio a tutti che le soluzioni di problemi complessi possono avere aspetti indesiderati; ma vietare le soluzioni non fa sparire i problemi. Una delle ingenuità della propaganda M5S, e dell’elettorato che ha votato questo partito stava nel ritenere che le soluzioni indesiderate rappresentassero i problemi, e che vietandole anche i problemi sarebbero spariti. Al primo confronto con la realtà i problemi si sono presentati e le soluzioni hanno dovuto essere adottate, perché il problema irrisolto è più dannoso della sua cattiva soluzione.

Cosa si sarebbe dovuto fare invece? In primo luogo la propaganda di Beppe Grillo è intrinsecamente dannosa per la società civile perché promuove nell’elettorato false credenze semplicistiche. In secondo luogo se non si voleva il governo tecnico andavano costruite alleanze politiche solide rese difficili dalla denigrazione sistematica di tutti i partiti dell’arco costituzionale; se non si voleva la prescrizione bisognava potenziare la magistratura e accelerare i processi (quanti concorsi per la magistratura sono stati banditi sotto i governi Conte? di quanto è stato potenziato l’organico?).

Credere che Conte o Di Battista siano gli Uomini della Provvidenza, che soli possono salvare il paese, è altrettanto illusorio che credere che lo fossero Gianroberto Casaleggio o Beppe Grillo; e credere che problemi complessi abbiano soluzioni semplici è la via certa per il disastro.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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