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Per lo sport sardo il vaccino sarà la prima vittoria del 2021

Dal calcio al basket alla pallamano è un coro di sì alla campagna contro un nemico che ha sconvolto anche i campionati

SASSARI. Il mondo dello sport si unisce nel segno del vaccino. Dal basket al calcio fino alla pallamano il coro è unanime: «Sì al vaccino anti-Covid». E c’è chi va oltre: «I calciatori devono essere tra i primi destinatari del vaccino, al pari dei medici e degli operatori sanitari». Ne è convinto il presidente dell’Olbia Alessandro Marino che ha già chiesto alla Figc un intervento «affinchè i gruppi squadra possano essere vaccinati il prima possibile».

«I calciatori sono molto esposti al rischio, in una squadra basta che uno si ammali e subito scoppia il focolaio, basta vedere cosa sta succedendo al Manchester City. Mi auguro che il governo riveda la lista della priorità. Tutti vogliamo che i campionati vadano avanti, quindi è giusto che i calciatori vengano vaccinati il prima possibile. Di più, lo renderei obbligatorio perché così si protegge tutta la squadra».

Anche se non mette i calciatori in cima alla lista delle persone da tutelare, anche il presidente della Torres Salvatore Sechi plaude all’arrivo del vaccino. «È l’unico modo per far ripartire lo sport, anzi è la sua salvezza. Dopo mesi di tragedie potremo vedere di nuovo i tifosi sugli spalti, non vedo l’ora». E invita tutti, sportivi e non, a vaccinarsi, con convinzione. «Un mese fa ho perso mia sorella per questa terribile malattia, se il vaccino fosse arrivato prima forse ora potrei ancora parlare con lei. Questo è un virus subdolo, ma ora abbiamo uno strumento per sconfiggerlo e dobbiamo utilizzarlo. Miauguro che nessuno ne metta in dubbio l’utilità perché la vita è preziosa».

E i calciatori sono pronti? «Prontissimi – risponde il capitano del Latte Dolce Marco Cabeccia –, io mi vaccinerò appena possibile e sono sicuro che lo faranno anche i miei compagni. Finora siamo andati avanti a forza di test e tamponi, ma non basta, i contagi sono troppi. Obbligatorietà? Mi auguro che non ce ne sia bisogno, il mondo del calcio darà il buon esempio. Anzi sarebbe bello avere un calciatore come testimonial, come lo era stato Pelè ai tempi della vaccinazione per la polio ».

Dal calcio al basket. Anche per il presidente della Dinamo Stefano Sardara il vaccino anti-Covid rappresenta la svolta. «Non vedo l’ora di mettermi in coda per la puntura e invito i sassaresi a vaccinarsi, così domani mattina riapro il palazzetto».E i giocatori? «Ne abbiamo parlato, sono tutti consapevoli dei rischi e quindi non ho dubbi che appena possibile si metteranno in fila anche loro». E nel caso di un nuovo acquisto? «Rispetto tutti, anche i no vax, ma bisogna capire che solo il vaccino ci consentirà di tornare a una vita normale.. il vaccino è quanto meno un obbligo morale». E da buon assicuratore Sardara trova la soluzione: «Per i futuri Spissu inserirò nel contratto una clausola specifica: se ti ammali e diffondi il contagio il contratto è risolto».

Più cauta Zucchi Pastor, allenatrice della Lions, la squadra di pallamano femminile sassarese, in A2. «La situazione che stiamo vivendo è terribile, è vero, però ho qualche perplessità su un vaccino tovato alla velocità della luce. In ogni caso, se ci venisse chiesto di vaccinarci sarei la prima a farlo. Ancora non ne ho parlato con le ragazze, molte di loro sono minorenni quindi dovranno decidere i genitori».

Fonte: lanuovasardegna.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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