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Per lo sport è stato l’anno dei grandi addii. Ma anche di nuovi campioni tricolori

Hai capito Gazidis? Lievemente paraculo, però capace di cambiare idea in corso d’opera. Segno di grande elasticità. Fossero tutti così i dirigenti…

Difficile capire i limiti di questo Milan: e forse per lo scudetto avrebbe bisogno di qualche buon innesto al mercato di gennaio. Ma poi? Siamo sicuri che non sia proprio questo delicato equilibrio a far la differenza? Quel famoso “tutti per uno, uno per tutti” che risolve le partite quando l’arbitro sta per fischiare la fine? A volte rinforzarsi, come si vede con l’Inter di Conte, non sempre fa bene. Soprattutto ai nervi.

E comunque, in questa Milano al top , l’Inter vive e lotta insieme a noi. Sette vittorie consecutive, gioco o non gioco, non vengono per caso. E’ una squadra esplosiva, che a volte non si capisce perchè abbia la miccia così lunga: però quando scoppia fa male. Se vogliamo, è l’esatto contrario del Milan: una sfavillante vetrina calcistica con giganti che potrebbero ben figurare dovunque: dal Real al Barcellona, dal Bayern al Liverpool. Conte non è mai sazio. La sua canzone preferita è “Voglio di più” di Jovanotti. Via Eriksen, dentro Paredes, forse anche Papu Gomez. “Venghino, signori, venghino…” da noi il mercato non chiude mai.

Se Milano, compatibilmente ai tempi, ride e si diverte, Torino ha la sua solita faccia austera. Anzi, piuttosto depressa. Il 2020, a parte il nono scudetto juventino ( a furia di mangiare caviale ci si stufa) è stato in linea con quello del Paese. L’arrivo di Pirlo, Maestro predestinato, finora non ha portato una grande effervescenza. Pare anche calata la nota ferocia della Juve. Con gran scorno di Ronaldo che, dall’alto dei suoi 33 gol all’anno, tuona contro le mollezze dei compagni. Perfino gli arbitri, per vocazione sempre con i più forti, le si rivoltano contro. Un brutto segno… Però, attenzione, resta una squadra fortissima, con le idee un po’ confuse. Ma forse anche per la Juve sta arrivando il vaccino… Giusto per la primavera, insomma.

Ci piace però concludere, mandando a quel paese il 2020, con due figure, colpite ma non affondate, che meritano un nuovo anno di magnifica rinascita. Il primo è Alex Zanardi, coraggioso quanto simpatico. Il secondo è Mauro Bellugi, simpatico quanto coraggioso. Forse non è un caso che queste due aggettivi , l’ordine non importa, stiano così bene assieme.

Fonte: ilsole24ore.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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