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Pd-Azione, obiettivo 37% per pareggiare al Senato. Con Calenda il centrosinistra recupera sedici collegi

«Ora il pre-partita è finito». A coalizioni (quasi) definite, è Carlo Calenda a lanciare ufficialmente la campagna elettorale del fronte di centrosinistra. E soprattutto a farlo ribadendo più volte di poter dire la propria. «Niente è scritto». Il convincimento al Nazareno, così come tra le file di Azione/+Europa, è infatti che strappando i collegi giusti al centrodestra si possa arrivare «se non a vincere, quantomeno a vanificare la vittoria degli altri» spiega una fonte dem. E cioè ad imporre il Partito democratico come prima formazione politica a discapito di Fratelli d’Italia e, soprattutto, ad impedire che il centrodestra ottenga la maggioranza assoluta sia a Montecitorio che a palazzo Madama. Un obiettivo che, per quanto riguarda il Senato, non appare così irraggiungibile. Per farlo, si ragiona, «può essere sufficiente crescere del 3-4%» a livello nazionale rispetto ai sondaggi attuali. E cioè, in base alle ultime proiezioni di Quorum/YouTrend per Sky TG24, toccare il 37%. Come? La base di partenza sono i 16 collegi (12 alla Camera e 4 al Senato) portati “in dote” da Calenda. Un tesoretto su cui, stando ad analisti e sondaggisti, senza l’intesa maturata ieri il Pd non avrebbe potuto contare. 

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Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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