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Parrocchie accorpate, monsignor Perego contestato esce scortato dai carabinieri

FERRARA – Tensioni e polemiche a Comacchio per il nuovo piano delle parrocchie voluto dalla Chiesa ferrarese e che ha portato il vescovo, Gian Carlo Perego, a uscire dalla sala dell’asilo adiacente al duomo della cittadina, scortato dai carabinieri dopo una lunga riunione con i componenti del consiglio pastorale e del consiglio economico parrocchiali. La contestazione dei parrocchiani ha avuto momenti di alta tensione: «Vergogna, vergogna», per la decisione di accorpare la parrocchia di Santa Maria in Aula Regia a quella del duomo/Santo Rosario. Le tensioni erano più che annunciate, visto che dopo giorni di feroci polemiche, il vescovo Perego era andato a Comacchio per un confronto. I fedeli lo hanno accolto con uno striscione che suonava già come una sorta di avvertimento: «La Madonna deve continuare a benedire i nostri bambini» e alla fine, non avendo avuto la risposta che speravano, sono volate parole grosse. E si sono scaldati gli animi, tanto che il monsignore è uscito dalla riunione scortato dai carabinieri ed è salito dritto in macchina alla volta di Ferrara. E adesso? I comacchiesi lamentano: «Non ci hanno ascoltati, la decisione presa senza consultarci. Per il momento non daremo più soldi alla chiesa. Ci possono raccontare quello che vogliono, ma la realtà è che per loro è solo una questione economica mentre noi ci abbiamo sempre messo il cuore. E allora no, non avranno i nostri soldi». L’invito è dunque quello «di dare comunque le offerte alla nostra chiesa dei Cappuccini, ai frati che ci sapranno ascoltare. Comacchio non merita di essere trattata così, noi siamo Fedeli con la lettera maiuscola». Tanto che minacciano anche di far celebrare i funerali solo nella chiesa dei Cappuccini, dei frati. Anche il sindaco Pier Luigi Negri, presente al confronto, si è schierato con i suoi cittadini avrebbe scritto una lettera a Papa Francesco. (ANSA)

Il vescovo Gian Carlo Perego è nato a Vailate il 25 novembre 1960 e dal 15 febbraio 2017 è arcivescovo di Ferrara-Comacchio e abate di Pomposa. Entra nel seminario vescovile di Cremona nell’autunno 1971, dove frequenta le scuole medie e le scuole superiori, e poi lo studio teologico. Ordinato presbitero in cattedrale il 23 giugno 1984 per imposizione delle mani del vescovo Enrico Assi, consegue il baccalaureato in Teologia e nello stesso anno è nominato vicario coadiutore della parrocchia di San Giuseppe in Cremona. Dal 1984 al 1992 è collaboratore del vescovo Enrico Assi e nel 1993-1994 segretario del vescovo Giulio Nicolini. Negli anni 1986-1994 è tra i fondatori e animatori a Cremona del Centro studi sul disagio e l’emarginazione giovanile e segue la nascita della cooperativa dei servizi per l’accoglienza degli immigrati, con un’attenzione particolare ai richiedenti asilo. Dal 1997 al 2002 è direttore della Caritas Diocesana di Cremona e assistente diocesano della FUCI e del MEIC. Dal 2002 al 2006 viene chiamato a Roma dalla Caritas Italiana come responsabile dell’area nazionale. Il 15 febbraio 2017 papa Francesco, accogliendo la rinuncia dell’arcivescovo Luigi Negri per raggiunti limiti d’età, lo nomina arcivescovo di Ferrara-Comacchio e abate di Pomposa. Il 6 maggio, presso la cattedrale di Cremona riceve l’ordinazione episcopale per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del vescovo di Cremona Antonio Napolioni, co-consacranti Luigi Negri, arcivescovo emerito di Ferrara-Comacchio, e Guerino Di Tora, vescovo ausiliare di Roma, presidente della Commissione Episcopale per le Migrazioni e presidente della Fondazione Migrantes.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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