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Parmalat stacca la spina: sciopero alla Centrale del Latte di Roma

Il giudizio della Cassazione è ancora pendente, ma Parmalat ha comunicato l’intenzione di voler procedere alla spontanea riconsegna delle azioni della Centrale del Latte a Roma Capitale. Proprio come stabilito nell’aprile scorso da una sentenza della Corte d’Appello che, oltre a decidere la riconsegna del 75 per cento delle quote, ha anche condannato l’azienda, oggi controllata dal gruppo francese Lactalis, a restituire tutti i dividendi distribuiti dal 2005 al 2012. Più di 41 milioni di euro oltre interessi. 

Dopo venticinque anni Roma si riprende la Centrale del Latte

Il Comune, a quasi venticinque anni dalla cessione, è pronto dunque a tornare socio di maggioranza della Centrale del Latte di Roma. Nel mezzo una lunga e, come detto, ancora aperta battaglia legale con i 162 lavoratori dello stabilimento di via Fondi di Monastero a chiedersi che ne sarà del loro futuro, quello più immediato. 

Si perché Parmalat aveva già annunciato a partire da gennaio 2023 il taglio della produzione del suo marchio nel sito romano, il 48% di quella totale, lasciando i dipendenti alle prese con lo spettro degli esuberi. “Un danno sociale enorme” – avevano commentato i lavoratori proprio ai microfoni di RomaToday. Allarme crisi anche per l’indotto che, tra allevatori e fornitori, conta circa 1200 persone. 

La Centrale del Latte di Roma rischia di scomparire. 162 lavoratori temono il licenziamento

Centrale del Latte di Roma: è sciopero

Pochi giorni fa la decisione di Parmalat di restituire le azioni. “Una scelta grave ed inaccettabile perché presa senza alcun confronto preventivo volto a garantire la continuità produttiva del sito e la conseguente tenuta occupazionale. Si è così scelto di abbandonare al proprio destino quelle lavoratrici e quei lavoratori che per anni avevano contribuito, con la loro professionalità ed il loro lavoro, ad assicurare all’azienda utili e profitti, una decisione scellerata che condanniamo fermamente” – tuonano i segretari generali di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil di Roma Marco Pasti, Giuseppe Cappucci ed Antonio Mattei. Da qui la scelta di proclamare per il 22 novembre  una prima giornata di sciopero dei dipendenti della Centrale del Latte di Roma con presidio in Campidoglio. 

La protesta sotto al Campidoglio

Una protesta contro le decisioni assunte da Parmalat e le modalità con cui sono state prese, ma anche un monito al Campidoglio al quale i sindacati chiedono immediate rassicurazioni su salvaguardia dell’occupazione, tutela e valorizzazione di un marchio storico per il territorio.  Da Palazzo Senatorio tutto tace, nessuno commenta. 

“Avevamo già da tempo chiesto un nuovo incontro al Comune dopo quello svolto nel mese di luglio senza aver ricevuto risposta, ma quanto avvenuto la scorsa settimana – incalzano i sindacalisti – impone alle istituzioni di farsi fin da subito garanti dell’occupazione e della difesa del marchio presentandoci un piano di interventi che sappia rispondere alle complessità insite nella gestione di un sito industriale come quello della Centrale. Servono persone capaci ed il pieno coinvolgimento delle parti sociali e su queste sfide – annunciano – misureremo passo dopo passo l’amministrazione comunale, pronti ad intraprendere tutte le azioni necessarie volte ad assicurare un futuro alla Centrale del Latte di Roma ed ai suoi dipendenti”.
 

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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