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Pancalli: “Rilanciare lo sport è la priorità. I Giochi saranno lo spartiacque”

Il n.1 del Comitato paralimpico: “Anche Draghi ne ha riconosciuto l’importanza sociale. Gli atleti azzurri a Tokyo si faranno valere”

Ripartenza parola magica. Si volta e cosa vede Luca Pancalli, n. 1 del Comitato paralimpico italiano?

“Lo sport ha pagato duramente questo anno e mezzo di pandemia, pensando soprattutto alle associazioni sportive di base. Con uno stop della somministrazione di quella medicina sociale che è lo sport. Ma uno stop anche economico che tutto il comparto ha subìto pensando anche ai luoghi in cui lo sport viene praticato, che sono posti di lavoro per tante persone. Oggi guardiamo con una luce di speranza in più il futuro: in cui Tokyo olimpica e paralimpica possono rappresentare uno spartiacque”.

Nello specifico del mondo paralimpico?

“Credo si sia evidenziata l’importanza che le associazioni sportive hanno sul tessuto sociale, tracciando una linea di demarcazione fra il movimento di alto livello (che non si è mai fermato o quasi) e l’altra parte che è rappresentata da migliaia di ragazzi e ragazze disabili che compongono lo sport di base. Qualcosa che è molto più importante della dimensione agonistica: ma lo sport per questi giovani diventa il riconoscimento di un diritto di cittadinanza. Senza dimenticare che per questi atleti lo sport rappresenta momento di socializzazione, un momento per uscire di casa. O anche momenti di inclusione e integrazione che con questa pandemia si sono interrotti”.

Per questa ripartenza cosa ha fatto il Comitato Paralimpico Italiano?

“Fin da subito abbiamo deliberato di erogare una somma di 5 milioni che andasse a sostenere le circa 2300 società di base. A queste si sono aggiunte tutte le iniziative spontanee delle federazioni, mirate ad abbattere i costi. Ora alla luce dell’affermazione del presidente Draghi, sull’importanza sociale dello sport credo che di fianco al campionismo, che non rinnegherò mai per la mia storia, vada portata avanti anche un pezzo di politica pubblica che serve a rilanciare il Paese stesso attraverso lo sport che – in questo caso – è anche un valore culturale”.

Particolarmente in questo momento c’è bisogno di buone notizie. Come vede l’Italia verso le Paralimpiadi?

“Ci presenteremo in Giappone con una delegazione che sarà la più rosa di sempre e la più folta di sempre e sono convinto che i nostri campioni, anche davanti agli spalti vuoti (che non sono confermati, ma che sono uno scenario possibile), al di là del silenzio assordante causa l’assenza di pubblico, sapranno raccontare straordinarie pagine di sport. Perché hanno continuato a lavorare e con grande pervicacia. E con grande forza d’animo si sono conquistati un posto per Tokyo. Questo mi rende ottimista che faremo una bella figura”.

Ha già fatto un bilancio di previsione delle medaglie italiane?

“Guai a mai! Sono sempre stato scaramantico e quando mi fanno questo discorso imito Alberto Sordi in quel famoso film: “bla bla bla”. Perché questo mio atteggiamento ha sempre portato bene…”.

I Giochi di Londra e Rio sono stati un eccezionale volano per il mondo paralimpico italiano e per la sua riconoscibilità pubblica. A che punto siamo oggi?

“Il movimento internazionale guarda all’Italia come un esempio. Siamo andati oltre rispetto alle aspettative. Il processo di integrazione fra le federazioni olimpiche e paralimpiche sta funzionando. Un processo importantissimo, non solo dal punto di vista tecnico e logistico, ma molto di più dal punto di vista culturale e politico”.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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