Viva Italia

Informazione libera e indipendente

Pallanuoto: storia e regole dello sport acquatico

La pallanuoto, si sente dire sempre, è uno degli sport più completi di tutti. Ed è vero, in quanto richiede un grande sforzo fisico per essere affrontata nel modo corretto. Infatti, è consigliabile che si inizi dagli 8-12 anni, in quanto una persona è fondamentale che abbia dei requisiti fondamentali di nuoto per iniziare. I benefici della pallanuoto, come abbiamo detto, sono molteplici: si parte dalla muscolatura che viene sviluppata notevolmente, oltre alle capacità cardiovascolari che dall’impegno respiratorio traggono un grande giovamento.

Vediamo nel dettaglio la storia e le regole della pallanuoto.

pallanuoto

Dan Mullan

La storia della pallanuoto

La pallanuoto è uno sport che possiede una storia molto lunga; Sì, perché la pallanuoto è stato uno dei primi sport ad essere introdotto nel programma dei giochi olimpici moderni. Le sue prime apparizioni risalgono alle olimpiadi di Parigi del 1900.

Oggi possiamo dire che il gioco si è sviluppato parallelamente in Europa e negli Stati Uniti nella seconda metà del 1800.

Negli Stati Uniti, in quel periodo, iniziavano a circolare alcune versioni acquatiche di alcuni sport “di terra”. La pallanuoto negli Stati Uniti è stata un’evoluzione del cosiddetto “rugby da acqua”. In Europa si è sviluppato grossomodo allo stesso modo. Le prime partite di pallanuoto erano spesso violente, ed erano solite degenerare in veri e propri scontri tra i giocatori, con colpi bassi e casi asfissia.

Dal 1870 in poi questo gioco in Scozia inizia ad assumere le sembianze attuali. Iniziano a venire adottate le regole attuali, che sostituiscono la palla di gomma piena con la palla da calcio. Questo ha degli effetti molto positivi sulla diffusione e sulla fama di questo sport, che infatti diventa molto più popolare.

Nel 1900 la Gran Bretagna si porta a casa la medaglia alle Olimpiadi di Parigi di quell’anno. La vera diffusione a livello internazionale avviene dal 1920 in poi, con l’esclusione di alcuni paesi a causa della prima guerra mondiale. La pallanuoto femminile, invece, ha debuttato nel 200 alle Olimpiadi di Sydney.

Regole base della pallanuoto

Nella pallanuoto la piscina viene delimitata nel modo seguente: il campo da gioco viene diviso a metà da una linea ideale a bordo vasca da due segnali (o righe) bianchi.

Le linee di rigore di porta della metà del campo, dell’area di rigore, e dei due metri, devono essere segnalate molto chiaramente su entrambi i lati del campo.

I colori con cui segnalare le aree del campo devono essere i seguenti: il bianco per la linea di porta e di metà campo, il rosso per le linee dei due metri, dalla linea del goal, mentre il giallo per le linee dei 5 metri dalla linea del goal.

Ciascuna squadra è composta da 7 giocatori, di cui uno è il portiere, e da non più di 6 giocatori di riserva, in panchina.

La durata delle partite è di 32 minuti di gioco effettivo, diviso per 4 tempi da 8 minuti ciascuno. Questo per quanto riguarda la serie A. Per tutte le altre serie, gli incontri sono di 28 minuti di gioco effettivo suddivisi in 4 tempi da 7 minuti ciascuno.

Regole della partita di pallanuoto

All’inizio della partita o della ripresa del gioco, i giocatori devono prendere posizione rispetto alla linea della porta, a circa 1 metro uno dall’altro. Dopo che un punto viene mandato a segno, ossia la palla oltrepassa la linea del rigore, la squadra che l’ha subito deve riprendere il gioco e i giocatori riprenderanno posto in un punto qualsiasi della loro rispettiva metà campo. C’è sempre il giocatore designato per iniziare il gioco, che deve prendere posizione al centro del campo, e, dopo il fischio, lanciare immediatamente il pallone ad un altro giocatore della sua metà campo.

Una distinzione fondamentale nella pallanuoto è la differenza tra falli semplici e falli gravi. I falli semplici sono gesti che possono capitare durante il gioco, come prendere il pallone con due mani oppure spruzzare l’acqua in viso agli avversari. I falli gravi, invece, sono considerati come dei falli personali a carico del giocatore, e possono comportare l’espulsione se l’arbitro lo decide. Un fallo grave ricorrente è, ad esempio, colpire l’avversario o trattenerlo intenzionalmente.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *