Viva Italia

Informazione libera e indipendente

Palestre aperte, la vittoria di Spadafora: “Io lavoro giorno e notte per lo sport”

È stata una partita dura da vincere ma almeno piscine e palestre sono salve. Per ora (anche se la decisione del governo fa discutere). Si è battuto al fianco del mondo dello sport il ministro dello sport Vincenzo Spadafora che era stato sovente criticato e ora ha trovato alleanze importanti. Si è battuto con forza Spadafora sino all’ultimo contro il ministro Speranza che voleva chiudere tutto, e aveva al suo fianco anche Franceschini, capo delegazione del Pd.

Altri Sport

Sport, Spadafora spiega il dpcm: “Allenamenti sì, ma solo in forma individuale”

Spadafora alla fine ha vinto, ha trovato un aiuto (decisivo) in Conte, che ha ringraziato subito, ma si sono fatti sentire anche quelli che lo contestano o almeno contrastano nella legge delega sullo sport (anche se prima o poi bisognerà pur dare una riposta al Cio). “No alla chiusura dei centri sportivi, sono luoghi sicuri” ha spiegato la senatrice Daniela Sbrollini (Italia viva). I deputati Patrizia Prestipino e Andrea Rossi (Pd) hanno aggiunto: “Lo sport è un diritto primario”. Anche il senatore Claudio Barbaro, appena passato dalla Lega al Gruppo Misto, ha ricordato che “lo sport è salute, nessuna attività deve chiudere”. Cosimo Sibilia, presidente della Lega Nazionale Dilettanti (e deputato di Forza Italia) ha tuonato: “Noi non siamo untori”. Si è fatto sentire, sabato e ieri, anche Giovanni Malagò, n.1 del Coni. Si sono fatti sentire con decisione i presidenti Gianni Petrucci e Paolo Barelli (altri, chissà perché, sono silenziosi).

Politica

Nuovo Dpcm, tutte le misure: palestre e piscine, 7 giorni sotto esame. I sindaci possono disporre coprifuoco alle 21

Spadafora è apparso più che soddisfatto per questo successo: “Proseguono partite e gare sportive dilettantistiche a livello regionale e nazionale, mentre per il livello provinciale, società, associazioni sportive ed enti di promozione proseguiranno gli allenamenti degli sport di squadra, ma in forma individuale, come le squadre di Serie A all’inizio della fase due”. Così il ministro dello Sport su Facebook.

“Per fare un esempio: la squadra di una scuola calcio di giovanissimi o pulcini potrà continuare ad allenarsi, ma senza giocare partite – aggiunge -. Dopo un lungo confronto in consiglio dei Ministri, Cts e Regioni, è prevalsa una scelta di buon senso. Nelle prossime ore, con i rappresentanti del settore, studieremo ulteriori misure di sicurezza per una maggiore tranquillità di tutti e scongiurare possibili chiusure. Fate attenzione e rispettate al massimo le regole, in palestra e in altri luoghi. È un momento critico, non abbiamo ancora vinto la nostra guerra sul virus. Ho combattuto per arrivare a questa scelta, ma dobbiamo essere consapevoli del momento difficile per il Paese, che ci obbliga a un rispetto rigoroso dei protocolli. Abbiamo chiesto già tanti sacrifici al mondo dello sport, tra i settori più colpiti dall’epidemia, e soprattutto abbiamo chiesto ai gestori investimenti cospicui”.

“Non è facile assumere certe scelte – sottolinea – ma ho pensato non solo ai tanti gestori e ai lavoratori sportivi e a quanti frequentano le palestre per il proprio benessere psico-fisico, ma anche ai tantissimi giovani messi a dura prova dalle regole imposte dall’emergenza sanitaria. Del resto, nessuna evidenza scientifica denuncia focolai in relazione all’allenamento individuale nei luoghi controllati. Era peggio spingere migliaia di appassionati e di giovani nei parchi, piuttosto che proseguire in luoghi che rispettano regole e protocolli”.

“Ringrazio il presidente Conte – conclude – i parlamentari che si sono espressi chiaramente, i presidenti di Regione che, col coordinatore Bonaccini, hanno rivendicato con nettezza la volontà di tenere aperte palestre, piscine, centri sportivi con i rigorosi protocolli e in sicurezza. Non mettete mai in dubbio che stia facendo l’impossibile, giorno e notte, per lo sport”.

Tisci chiede un tavolo tecnico per il Settore giovanile
”Voglio innanzitutto fare un plauso a tutte le società di Settore Giovanile e Scolastico che con grande passione e professionalità hanno riavviato l’attività sospesa da oltre 5 mesi adottando e rispettando i protocolli predisposti dalla Figc per la tutela della salute dei propri tesserati. Una situazione complessa alla quale con grande senso di responsabilità hanno saputo far fronte, dando continuità a un’attività sportiva dal notevole risvolto sociale, che riguarda un movimento di circa 800mila tesserati, contenendo al massimo i rischi in uno stato d’emergenza come quello attuale e dei mesi passati”. Lo ha dichiarato Vito Tisci, presidente del Settore Giovanile e Scolastico a margine dell’incontro programmato con i responsabili di Settore Giovanile delle società professionistiche di Serie A e B. A seguito delle disposizioni previste dal Dpcm del 18 ottobre in materia di attività dilettantistica e giovanile, il Settore Giovanile e Scolastico della Figc manifesta l’urgenza di un Tavolo tecnico per affrontare le criticità operative che le 9.000 società che svolgono attività di Settore Giovanile e Scolastico si trovano ad affrontare. L’attuazione delle disposizioni per la ripresa dell’attività in piena sicurezza ha rappresentato un segnale di compattezza di sistema e un esempio su come fronteggiare un’emergenza di carattere nazionale, proseguendo al tempo stesso a offrire un servizio fondamentale per la salute di migliaia di bambine e bambini. Un approccio, prosegue Tisci ”fondato sulla completa sinergia tra istituzioni e società, tra vertice e base del sistema che grazie al lavoro di queste ultime settimane di tecnici e dirigenti in collaborazione con le strutture federali e agli investimenti delle stesse società ha consentito, nonostante le tante difficoltà, la ripartenza della pratica sportiva, favorendo il benessere psicofisico dei più giovani, essenziale al completamento della loro formazione scolastica. Per non disperdere tutto questo è fondamentale aprire urgentemente un tavolo tecnico con le istituzioni governative per risolvere nel dettaglio le criticità emerse”.

Calcagno: “Timore stop campionato c’è, bolla stile Nba impensabile”
”Il timore per lo stop del campionato c’è, è chiaro, però sappiamo che il nostro mondo, come tutti gli altri, deve imparare a convivere con il virus. Abbiamo rispetto alle altre attività delle differenze che ce la rendono più difficile questa convivenza, ma mi pare che a parte qualche piccola battuta d’arresto, le cose si sono svolte con l’unica modalità possibile”, commenta così l’avvocato Umberto Calcagno, presidente della Associazione italiana calciatori, ai microfoni del Gr Parlamento, nella trasmissione di Emilio Mancuso ‘La politica nel pallone’, la situazione che si sta vivendo nel calcio. ”Proporre una bolla in stile Nba, in questa fase del campionato, è oggettivamente difficile anche a livello organizzativo. Non abbiamo le strutture americane e non so neanche in quale modalità si potrebbe mettere in piedi una cosa del genere”, risponde il presidente dell’Aic (il 30 novembre le elezioni, dovrebbe essere l’unico candidato). ”Riguardo ai playoff, che sono due cose completamente distinte e non collegate, non abbiamo ancora ragionato perché ci auguriamo che il protocollo possa reggere. Ma sappiamo benissimo che il calendario di quest’anno risente dello sforamento della passata stagione, oltre al fatto che anche nelle situazioni di normalità era diventato qualcosa di difficile da gestire. Sono positivo perché avverto nel nostro sistema un’unità di intenti che probabilmente nella prima fase della pandemia non c’era stata”, chiarisce ancora. E Carnevali, ad del Sassuolo, aggiunge: “Bolla va bene per concludere campionato, playoff no”.

Fonte: repubblica.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *