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Palazzo Chigi smonta la riforma dello sport di Spadafora

Un’analisi del Dipartimento per gli affari Giuridici e amministrativi, rischia di demolire prima ancora che arrivi al Consiglio dei ministri, il testo unico di riforma dello sport firmato da Vincenzo Spadafora: “Eccesso di delega”, la formula più ricorrente nella relazione.
Un documento di 5 pagine, divise in 20 punti e inviato mercoledì al Dipartimento dello sport e per conoscenza alla Presidenza del Consiglio, a tutti i ministeri e all’agenzia del demanio. In cui il Dagl smonta nella forma ma soprattutto nella sostanza la struttura stessa della riforma. A partire dal suo punto chiave: i poteri del nuovo Dipartimento per lo sport. “Una mole di competenze che suscita perplessità”, scrive il Dagl. Così, infatti, il Dipartimento per lo sport finirebbe per divenire “un dicastero a sé, invece di restare struttura interna alla Presidenza del Consiglio”.  
Una analisi che finisce quindi per scardinare l’anima stessa della riforma, che Spadafora vorrebbe portare in consiglio dei Ministri la prossima settimana. Va detto che, dal Dipartimento sport, era già stata consegnata al Dagl una nuova bozza, successiva a quella analizzata. Ma che non tradisce l’originale nella sostanza. Un colpo che rischia di rappresentare un punto di non ritorno o quasi per il testo Unico. Mentre il Cio continua a spingere per avere chiarimenti sulle ingerenze politiche nel Coni.

Il ministro Spadafora però non ci sta e respinge letture catastrofiste: “Forse qualcuno vuol sollevare un polverone. Quelli del Dagl sono rilievi tecnici molto circoscritti, che già in queste ore sono stati affrontati e verranno risolti definitivamente nei prossimi giorni. Proprio oggi ho formalizzato la richiesta di calendarizzare l’esame del provvedimento di riforma dello sport nella prossima seduta del pre consiglio dei ministri che è prevista il 29 ottobre”. 

repubblica.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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