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Palazzo Chigi, riunione Governo-Regioni: sul tavolo Recovery plan e vaccini

Il premier a incontrato il leader della Lega Salvini

Alle 18,30 conferenza stampa del Presidente del Consiglio Draghi


È in corso la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome in vista dell’incontro con il governo sul Recovery Plan in vista della riunione con il Governo delle 16.30. Saranno presenti il premier Draghi, i ministri Franco e Gelmini, il commissario Figliuolo e il capo della Protezione civile Curcio.

Draghi incontra Salvini. Il leader della Lega: “Incontro costruttivo”
“Incontro molto utile, positivo, costruttivo. Abbiamo parlato di salute e lavoro, le uniche due emergenze di cui la Lega si sta occupando”. Così Matteo Salvini al termine dell’incontro con il presidente del Consiglio Mario Draghi.  “Condiviso con il presidente Draghi che le riaperture vanno fatte in base ai dati, alla scienza”. Così il segretario leghista. 

“Non si può vivere in rosso a vita. In base ai dati ci sono almeno sei Regioni italiane in cui si potrebbe riaprire. Conto che si possa fare in aprile”, ha detto il leader leghista.  “Se questo venerdì e il prossimo i dati saranno in miglioramento la nostra proposta sarà che si approvi un decreto per tornare alla normalità. Su questo Draghi è d’accordo, condivide il percorso di riapertura. Già oggi, con le vecchie regole, sarebbero sei le regioni in zona gialla, dove poter riaprire bar e ristoranti, dove tornare al lavoro”. Così Salvini.

Per il leader della Lega il nuovo decreto Sostegni è “da approvare entro aprile: quello di cui ha bisogno l’Italia è un decreto imponente con almeno 50 miliardi” di scostamento di bilancio.

Conferenza stampa di Draghi posticipata alle 18,30
I vaccini, ma anche il sostegno all’economia saranno al centro della conferenza stampa che il presidente del consiglio Mario Draghi terrà dopo aver presieduto la conferenza unificata Stato-regioni-comuni-province.

Obiettivo: affrontare proprio le rimodulazioni della campagna vaccinale alla luce dei nuovi dati sulle forniture e sulla somministrabilità dei vaccini, e tutte le questioni relative al Piano nazionale di ripresa e di resilienza, il Recovery plan, e sul sostegno alle imprese.

Sul tema delle riaperture, intanto, era intervenuto il ministro del Turismo Garavaglia: “Il 2 giugno è la nostra festa nazionale – dice -e potrebbe essere una data delle riaperture”. 

Le richieste delle Regioni
Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, incontrerà i rappresentanti dei governatori, dell’Anci e dell’Upi sul Recovery plan che dovrà essere presentato dal governo a Bruxelles entro fine aprile, ma il tavolo sarà anche l’occasione per fare il punto su vaccini e non è escluso che si discuta anche del dossier riaperture.

Fare chiarezza sulla fascia d’età a partire dalla quale si può vaccinare nei luoghi di lavoro e fissare numero di vaccinandi e settori produttivi a maggior rischio su cui intervenire.

Queste le richieste al Governo, ‘imprescindibili’, inserite nel via libera unanime ma appunto condizionato arrivato ieri dai tecnici delle Regioni sulle “Indicazioni ad interim per la vaccinazione anti Sars-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro”.

I temi della Conferenza delle Regioni
Il documento – messo a punto dalle stesse Regioni, dai ministeri della Salute e del Lavoro, dal Commissario straordinario e dall’Inail – viene esaminato oggi  dalla Conferenza delle Regioni. I governatori chiedono in particolare che, poiché ‘è molto probabile che numerosissimi soggetti richiedano alle Regioni di poter avviare attività vaccinali in contesti lavorativi, vengano definiti elementi quantitativi (ad esempio numerosità lavoratori/lavoratrici) e qualitativi (ad esempio i settori produttivi a maggior rischio) per evitare che le scelte che ogni regione dovrà fare in relazione alla disponibilità di vaccini possano apparire arbitrarie’.

Inoltre, chiedono che i ministri Speranza e Giorgetti e il commissario Figliuolo ‘definiscano puntualmente a partire da quale fase della campagna di vaccinazione (fascia di età ) si possa avviare la vaccinazione per le attività economiche e produttive’. 

L’incontro di ieri sera
Le perplessità su AstraZeneca hanno fatto registrare percentuali alte di disdette del farmaco della casa anglo-svedese e i governatori chiedono chiarezza al governo e al Cts. “Dovete prendervi la responsabilità di comunicazioni chiare”, è stata la richiesta delle Regioni durante l’incontro che si è tenuto nella serata di ieri alla presenza del coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Locatelli, del commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo e del ministro della Salute Speranza.

I governatori hanno chiesto che arrivino indicazioni tramite una circolare. Il responsabile della Salute ha spiegato, sulla scia di quanto illustrato da Locatelli, che ci sarà una raccomandazione di somministrare AstraZeneca sopra i 60 anni, sulla falsariga di quanto deciso da Bruxelles. Lo stesso Speranza ha riferito che il piano vaccinale non cambia.

Sul fronte riaperture, secondo quanto è emerso dall’incontro di ieri tra governatori, ministri e Cts, il timore è che non ci saranno margini per un allentamento delle misure. Da qui la possibilità di un’ulteriore distanza tra esecutivo e enti locali.

Altra richiesta che arriverà sul tavolo di palazzo Chigi quella di accelerare con il via libera a nuovi aiuti alle categorie danneggiate dal lockdown di Pasqua. Il dl Sostegni bis arriverà solo dopo il Def, con il Consiglio dei ministri previsto per il 14 aprile quando il provvedimento verrà trasmesso alle Camere per essere approvato la settimana successiva. Il nuovo scostamento di bilancio potrebbe aggirarsi sui 30 miliardi. “Gli aiuti serviranno a dare liquidità alle imprese”, la rassicurazione arrivata dal governo alle forze di maggioranza che chiedono di accelerare.

L’obiettivo, anche quello del premier Draghi, è sempre quello di arrivare a 500 mila dosi al giorno entro fine aprile ma i presidenti di Regione sono rimasti interdetti dalla confusione che regna su AstraZeneca.

“Solo alla fine – spiega uno dei governatori – ci hanno riferito che AstraZeneca andrà bene anche per chi ha fatto la prima dose e deve fare la seconda”.

“Qui la colpa è di tutti e di nessuno ma occorre – il ragionamento di un altro presidente di Regione – fare chiarezza, altrimenti si perde la fiducia dei cittadini nel vaccino”. 

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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