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Pagani Utopia: V12 da sogno sulle orme di Leonardo da Vinci

Terzo modello firmato da Horacio Pagani, la Utopia è stata svelata nella cornice del Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. Alimentata da un V12 biturbo Mercedes da 864 Cv, rinuncia all’ibrido in favore della leggerezza

Alessandro Follis

Dopo Zonda e Huayra, Pagani ha presentato la sua terza creazione: Utopia. Linee sinuose, pulite e senza tempo, ruote grandi, interni in stile retrò e massima attenzione a ogni dettaglio: questi i fondamenti nella realizzazione di questo modello. Pensata per la prima volta nel 2016, ha richiesto sei anni di lavoro, con oltre 4.000 disegni, due modelli in scala 1:1 e otto prototipi. L’auto è omologata secondo i più severi standard di circolazione, quelli californiani, e i 99 esemplari previsti per la coupé sono già stati prenotati, consegne previste non  prima della metà del 2023.

Senza tempo

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La parola d’ordine nella creazione di Utopia è stata “senza tempo”. Questa è la linea guida che Horacio Pagani, fondatore e capo disegnatore, ha voluto seguire: creare un modello bello e funzionale, un oggetto di design che andasse oltre le mode. Ogni particolare è realizzato con questo concetto ben impresso in mente: il profilo sinuoso, privo di ali e appendici aerodinamiche grazie a una cura straordinaria nel disporre i flussi nella parte inferiore dell’auto, gli interni in pelle e alluminio, rigorosamente lavorato in sede, con la strumentazione analogica, il cambio manuale, per rispondere alle richieste dei clienti, con ingranaggi a vista e i cerchi con funzioni aerodinamiche integrate. Molte le ispirazioni che Horacio Pagani ha citato per la Utopia: il corpo sinuoso di una donna bellissima, elementi di auto del passato, ma anche l’architettura e il design.

Niente ibrido

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Il motore è un V12 biturbo Mercedes che eroga 864 Cv ed è completamente privo di parti ibride: una scelta in controtendenza con le principali supersportive moderne, ma perfettamente rispondente alla filosofia della casa modenese. “Mercedes voleva che installassimo un V8 biturbo da 1.000 Cv, con componente ibrida. Tuttavia, un motore del genere avrebbe significato un aumento decisivo del peso e l’impossibilità di montare un cambio manuale – ha spiegato Horacio Pagani – perciò abbiamo insistito per il V12, un motore che Mercedes non produce più. Hanno impiegato cinque anni per progettarlo di nuovo e adeguarlo alle normative ambientali più stringenti”. Tutto questo per contenere il peso in appena 1.280 kg, un valore che un’auto ibrida non avrebbe mai potuto raggiungere. Le simulazioni virtuali hanno dato ragione a Pagani: sul circuito del Nürburgring, la Utopia con il motore V12 ha girato oltre quattro secondi più veloce di quella con il V8 ibrido da 1.000 Cv. Anche il cambio manuale a sette marce, che sarà disponibile a richiesta in alternativa a quello con le palette al volante, è un difficile esercizio di adattamento e deve essere in grado di sopportare le grandi sollecitazioni di un motore dalla coppia enorme.

Prestazioni d’élite

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Sebbene “le prestazioni non siano quello che interessa davvero ai nostri clienti”, come ricorda Pagani, Utopia è certamente un’auto veloce. Con 864 Cv, 1.100 Nm di coppia e 1.280 kg di peso, ha prestazioni da ipersportiva. La velocità massima è autolimitata a 350 km/h, proprio perché non sono i semplici numeri che contano per il costruttore modenese. “I nostri clienti cercano le emozioni visive e di guida che le nostre auto possono offrire”, spiega ancora Horacio. Eppure, secondo le prove effettuate sul circuito di Imola, Utopia è già ben più veloce della Huayra Roadster Bc. Per rispondere alle esigenze stilistiche, Utopia monta ruote enormi: 265/35 R21 all’anteriore e 325/30 R22 al posteriore. Talmente grandi che Pirelli ha dovuto realizzare pneumatici appositi su misura. I dischi dei freni carboceramici sono invece realizzati da Brembo. Dai modelli precedenti, l’ultima nata mutua l’uso di carbo-titanio e carbo-triax nel telaio, mentre il materiale della carrozzeria esterna è più rigido del 38% rispetto al passato sempre per contenere il peso.

L’ispirazione a Leonardo

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Leonardo da Vinci è stata una figura ispiratrice importante per Horacio Pagani. Come racconta lui stesso, una sua frase letta da ragazzino lo ha spinto a intraprendere il suo percorso e rappresenta ancora oggi il fondamento della sua filosofia di costruzione delle auto: “Arte e scienza possono camminare mano nella mano”. Utopia è un perfetto amalgama di stile e design raffinato unito a eccellenza tecnica di prim’ordine: per ottenere una linea così pulita è stato necessario uno studio approfondito dei flussi aerodinamici che garantisse la necessaria deportanza a un modello capace di toccare i 350 km/h, senza l’uso di vistosi alettoni. Questo forte legame con l’aria è quello che ha portato alla creazione della mostra temporanea “Le forme dell’aria: da Leonardo a Pagani C10”, dove insieme alla Utopia (C10 è la sigla di progetto) sono esposti i disegni originali di Leonardo sullo studio dell’aria, concessi dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana.

Futuro elettrico?

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Con la Utopia, Pagani ha tracciato la strada per i prossimi dieci anni. Tuttavia, la casa modenese non perde di vista l’innovazione: un modello elettrico è in fase di studio. Per quanto questo possa preoccupare i puristi, è lo stesso Horacio a rassicurarli: “Se lo produrremo, potete stare certi che sarà inconfondibilmente Pagani”.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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