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Padova, rovinano i capelli alla cliente lasciandola quasi calva: tre parrucchieri a processo

PONTE SAN NICOLÒ – Cooperazione in lesioni colpose. É l’accusa da cui dovranno difendersi i tre parrucchieri di Padova, soci del salone “Immagine Lui e Lei Snc”. Sono accusati di aver provocato lo sbriciolamento della folta chioma di una cliente durante le operazioni di schiaritura dei capelli. Barbara Rampazzo, 54 anni, Massimiliano Rampazzo, 51 anni, e Simone Rampazzo, 46enne, tutti padovani, difesi dall’avvocato Barbara Bisinella, sono stati rinviati a giudizio. Dovranno presentarsi davanti al giudice di pace il prossimo 5 ottobre per l’avvio del processo. In aula si costituirà parte civile, con l’avvocato Paola Porzio, la sfortunata cliente, una 43enne residente in un paese dell’hinterland cittadino. Il fatto incriminato risale al 28 luglio di due anni fa. Era la prima volta che la donna si affidava a quel salone di parrucchieri. Voleva schiarirsi i capelli. Ma qualcosa non è andato per il verso giusto.

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Dopo essere rimasta in posa per quaranta minuti, ha visto la sua folta chioma frantumarsi. I capelli sono rimasti tra le mani del parrucchiere. La 43enne si è ritrovata con la testa praticamente rapata a zero. Nei giorni seguenti si è infatti spezzato ciò che restava dei suoi capelli. La donna è stata colta da un fortissimo stato d’ansia, poi sfociato in una sindrome ansioso depressiva. Ogni volta che si metteva davanti allo specchio non riusciva ad accettarsi in quelle condizioni. E non riusciva a darsi una spiegazione dell’accaduto. É dovuta ricorrere all’applicazione di un’”extension” per mitigare lo scempio della sua chioma. Ma la sua sofferenza è destinata a protrarsi ancora a lungo: serviranno da tre a cinque anni prima che i suoi capelli possano ricrescere allo stesso modo.

Il contenzioso

La 43enne si è affidata all’avvocato Porzio con un triplice obiettivo: capire davvero cosa sia effettivamente accaduto in quella seduta dal parrucchiere, accertare se vi siano stati errori o negligenze ed ottenere un congruo risarcimento del danno. L’inchiesta è stata affidata al pubblico ministero Benedetto Roberti che ha iscritto i parrucchieri sul registro degli indagati ipotizzando il reato di lesioni colpose. Ai tre professionisti, ed in particolare a Simone Rampazzo, che l’avrebbe materialmente applicato, viene ora contestata una condotta imprudente e negligente nell’utilizzo del prodotto decolorante per capelli. Secondo l’accusa la cliente avrebbe riportato un’ustione chimica ai capelli, all’epoca lunghi 60 centimetri, con conseguente caduta della maggior parte delle ciocche a circa 5 centimetri dal cuoio capelluto. Secondo la parte offesa prima della schiaritura il professionista avrebbe dovuto compiere un test di prova su una piccola ciocca di capelli. Con tutta probabilità avrebbe potuto evitare il disastro.

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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