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“Oppressione neo-coloniale”. Lavrov attacca l’Occidente

Ancora pesanti raid nella notte in Ucraina. I russi sembrano voler accelerare i piani nell’est del Paese, zona nelle scorse ore molto bersagliata sia con i missili che con i colpi di artiglieria. Ma intanto a destare maggiormente scalpore nella notte appena trascorsa sono state le parole rilasciate dal ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, all’agenzia cinese Xinhua.

Il titolare della diplomazia russa infatti ha lanciato gravi accuse contro l’occidente. “La nostra operazione militare in Ucraina – ha spiegato – è contro le aspirazioni neo coloniali della Nato e di tutto l’occidente”. Un’accusa giunta poche ore dopo un’altra intervista, rilasciata ad Al Arabiya, in cui Lavrov ha puntato ancora una volta il dito contro l’Alleanza Atlantica. “Noi non ci consideriamo in guerra contro la Nato – si legge nelle sue parole dette all’emittente panaraba – ma sembra che molti Paesi della Nato si considerino in guerra contro la Russia, visto che dicono che la Russia deve essere sconfitta”.

I raid nel Donbass

L’epicentro degli scontri è ancora una volta all’interno del quadrante di Izyum. Qui le truppe di Mosca stanno provando a guadagnare villaggi e territori per avvicinarsi agli obiettivi principali della campagna del Donbass, ossia le tre città di Severodonetsk, Slovjansk e Kromatorsk. La pressione dei russi su queste località è sempre più pesante. Nella notte sono stati sparati colpi di artiglieria anche lungo la linea di contatto fissata nel 2014 dagli accordi di Minsk e che, fino all’inizio della guerra, divideva i territori separatisti di Donetsk e Lugansk con quelli controllati da Kiev.

Così come reso noto dalle stesse autorità militari ucraine, è a Lyman che in questa fase si sta combattendo maggiormente. Qui in nottata Kiev ha comunicato di aver fatto saltare un importante ponte ferroviario sul fiume Siversky Donetsk, con l’intento di rallentare l’avanzata russa.

Il governo ucraino sta continuando a sollecitare i partner occidentali a fornire armi e munizioni. Il presidente Zelensky, nel suo ultimo discorso trasmesso sui suoi canali social, ha fatto riferimento alle principali esigenze che riguardano l’Ucraina ringraziando gli Usa per l’ulteriore supporto di armi promesso.

Il problema per Kiev però sembra adesso riguardare soprattutto gli approvvigionamenti. Sta iniziando a mancare il carburante a causa dei raid che negli ultimi giorni hanno colpito i depositi. Se questo per i cittadini si sta traducendo in code e file davanti ai distributori di carburante, con le autorità comunali di Kiev che invitano a usare maggiormente i mezzi pubblici, per i soldati invece sta significando difficoltà negli spostamenti verso le aree più calde e complessità nel trasferire mezzi e armamenti.

Le notizie che arrivano dagli Usa

Quanto sta avvenendo nel Donbass è supervisionato anche dal Pentagono. I funzionari della Difesa Usa hanno evidenziato le lente avanzate russe soprattutto attorno Sloviansk e Baranivka. “Le truppe di Mosca – ha dichiarato un funzionario del Pentagono alla Cnn – stanno compiendo progressi lenti e irregolari a sud-est e sud-ovest di Izium e stanno continuando a usare armi a lungo raggio”. Sempre secondo il Pentagono, i russi stanno anche usando l’artiglieria ed attacchi aerei prima di lanciare le loro operazioni di terra ma, si legge nelle dichiarazioni del funzionario, gli ucraini “sono ancora in grado di resistere”.

Dalla Cnn intanto è arrivata un’indiscrezione destinata ad alimentare i misteri su quella che è la situazione reale all’interno della Russia. “Dall’inizio del conflitto – si legge infatti in un reportage del network di Atlanta – sono stati trovati morti in circostanze misteriose sei oligarchi russi”. Di questi, ha evidenziato ancora la Cnn, quattro sono collegati direttamente o indirettamente a Gazprom.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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