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Omicidio Willy, «i fratelli Bianchi picchiatori abituali». L’ipotesi dell’omicidio volontario

Gabriele e Marco Bianchi sommano otto denunce nel loro passato, tra risse, minacce, droga, lesioni, porto abusivo di oggetti atti a offendere. Il gip nella sua ordinanza di arresto per l’uccisione di Willy Monteiro Duarte li definisce pericolosi e incapaci di controllarsi. Indifferenti alle conseguenze, anche giudiziarie, delle loro azioni. Violenti in modo coordinato e continuato. Insomma, picchiatori abituali. Il loro avvocato, Massimiliano Pica, valuta il ricorso al Riesame. La Procura di Velletri indaga anche sugli altri presenti quella sera nelle due comitive che si sono fronteggiate prima durante la rissa finale, altri nomi potrebbero aggiungersi tra quelli iscritti nel fascicolo. E la contestazione a carico degli arrestati (tutti o in parte), potrebbe aggravarsi.

L’ipotesi di omicidio volontario

Nel convalidare l’arresto e motivare la decisione di lasciare in carcere i due fratelli con l’accusa di omicidio preterintenzionale in concorso con Mario Pincarelli e Francesco Belleggia (quest’ultimo ai domiciliari con una posizione più sfumata) il giudice valuta «prudenzialmente corretta» questa contestazione ma già individua «una evidente compatibilità astratta» con la volontà di uccidere. I risultati dell’autopsia potrebbero dare concretezza a questa ipotesi, aggravando l’accusa, trasformandola in omicidio volontario. Detto dei loro precedenti, il giudice ritiene sussistente il rischio di reiterazione del reato anche solo in base «alle modalità e la gravità» della loro azione. Anche nel corso del loro interrogatorio, i Bianchi e Pincarelli «minimizzavano il fatto, manifestando una personalità incapace di autocontrollo e una sostanziale indifferenza alle iniziative processuali intraprese nei loro confronti». «Mio figlio — dice il padre di Pincarelli, Stefano — è un ragazzo affettuoso e quando vede qualcuno in difficoltà deve aiutarlo. Ma quando esce e beve non capisce più niente. Con la morte di Willy è come se avessero ucciso nostro figlio».

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Gli audio al 112

Ieri intanto sono state diffusi gli audio delle prime telefonate al 112 da piazza Santa Caterina, luogo dell’aggressione: «Qui di fronte al “Duedipicche” c’è un ragazzo che è stato menato. Per favore correte è urgente», dice all’operatore del 112 un ragazzo agitatissimo. Erano le 3.25 della notte tra sabato e domenica, dopo quella telefonata ne seguiranno altre. «L’ambulanza è arrivata dopo 40 minuti», dicono i testimoni. Il sindaco di Colleferro, Pierluigi Sanna, lancia un appello: «Se ci sono ancora testimoni che non l’hanno fatto, è giusto e doveroso che concorrano alla ricostruzione di una verità che sia sempre più chiara: solo così si farà giustizia».

11 settembre 2020 (modifica il 11 settembre 2020 | 07:50)

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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