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Obbligo di mascherina per votare il referendum: è polemica

Per esprimere la propria preferenza in merito ai referendum sulla giustizia bisognerà rispolverare una pratica che speravamo di aver abbandonato: l’utilizzo della mascherina chirurgica. Sarà, infatti, obbligatoria per recarsi al seggio e votare i cinque quesiti referendari. Una regola da rispettare per domenica 12 giugno quando, oltre ai referendum, si terranno le elezioni amministrative in oltre 900 Comuni che andranno al voto per il rinnovo dei sindaci e dei consigli comunali.

Il protocollo

Le misure anti-Covid sono contenute nel protocollo sanitario e di sicurezza per lo svolgimento delle consultazioni elettorali e referendarie dell’anno 2022. Il documento porta la firma di Roberto Speranza (ministro della Salute) e di Luciana Lamorgese (ministro dell’Interno). La mascherina tornerà a essere obbligatoria in quella specifica occasione nonostante lo stato di emergenza non sia più in vigore e l’uso del dispositivo di protezione individuale sia facoltativo quasi ovunque anche al chiuso.

Nel protocollo si legge che per accedere ai seggi elettoraliè obbligatorio l’uso della mascherina chirurgica“. La disposizione vale per tutti gli elettori e per ogni altro soggetto che ha il diritto di accedere al seggio (come ad esempio i rappresentanti di lista). C’è inoltre una raccomandazione: ciascun elettore avrà la responsabilità di rispettare alcune regole di prevenzione. Tradotto: in caso di sintomatologia respiratoria o di temperatura corporea superiore a 37.5°C bisognerà “evitare di uscire di casa e recarsi al seggio“.

Non mancano poi ulteriori indicazioni: bisognerà rendere disponibili prodotti igienizzanti e prevedere periodiche operazioni di pulizia dei locali e disinfezione delle superfici di contatto (tavoli e cabine elettorali). L’elettore dovrà igienizzare le mani con il gel idroalcolico una volta fatto l’accesso al seggio e farlo ancora una volta dopo essersi avvicinato ai componenti del seggio per l’identificazione e prima di ricevere la scheda e la matita.

L’ira della Lega

L’utilizzo obbligatorio della mascherina ha mandato su tutte le furie la Lega, secondo cui si tratta di un “ennesimo schiaffo alla partecipazione popolare” per quanto riguarda i referendum sulla giustizia. È arrivata anche l’irritata reazione di Matteo Salvini che ha annunciato un’iniziativa: “Faremo ricorso. Ci sono le feste del Milan, il concerto di Vaco Rossi con 100mila persone, puoi andare dove vuoi senza mascherine e domenica, con 40 gradi, senza mascherine non ti fanno votare. È una follia“.

Il Carroccio è tornato anche a denunciare l’assordante silenzio che si registra in merito alla consultazione referendaria, protestando contro lo scarso spazio di informazione che viene riservato all’importante appuntamento elettorale. “Silenzio mediatico e di gran parte della politica, un solo giorno per votare, data praticamente estiva e ora complicazioni burocratiche“, è quanto viene sottolineato della Lega. Che è tornata a chiedere un intervento del Capo dello Stato Sergio Mattarella e del presidente del Consiglio Mario Draghi.

Da diversi giorni il leghista Roberto Calderoli e Irene Testa del Partito Radicale stanno facendo uno sciopero della fame per cercare di porre fine al silenzio che nei fatti potrebbe ostacolare l’affluenza alle urne. Va ricordato che per i referendum in questione sarà indispensabile raggiungere il quorum (50%+1 degli aventi diritto al voto).

Esperti divisi

Arrivano i primi pareri negativi dal mondo della scienza. Per Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova, questa è “l’ultima altissima evidenza medico-scientifica partorita dalla burocrazia italiana“. E ha ironizzato sul tema: “In Italia non si contagia e non ci si contagia con il Covid ballando la Macarena in discoteca, scegliendo i pomodori al supermercato e comprando le Ziguli in farmacia, ma votando per amministrative e referendum si“.

Un “no” è giunto anche da Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano: “È una misura che non ha alcun senso. Se stiamo senza mascherina al ristorante, non si capisce perché per andare a votare dovremo mettercela“. Per Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, si poteva evitare: “A livello scientifico non ci sono i fondamenti, a mio avviso. Secondo me è una misura anacronistica“.

Invece Pier Luigi Lopalco, docente di igiene all’Università del Salento contattato dall’Adnkronos, ritiene corrette le regole di mascherine nei seggi, distanziamento e disinfezione periodica: “Credo che la cabina elettorale possa essere considerato fra i luoghi più sicuri in termini di diffusione del virus“.

D’accordo pure Massimo Galli, già direttore del reparto malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano: “È chiaro che un evento elettorale, come qualsiasi evento che possa comportare una concentrazione di persone, vada considerato con tutte le cautele del caso, adottando le necessarie misure di protezione“. La pensa così anche Fabrizio Pregliasco, docente all’università Statale di Milano: “Le mascherine alle urne hanno un senso e hanno un’utilità. Sono una giusta misura di attenzione in un momento di assembramento istituzionale“.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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