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Nuove regole sullo smart working, cosa c’è da sapere in cinque domande e risposte

I punti chiave

2′ di lettura

Rimasta a lungo nel limbo, oggetto di un braccio di ferro all’interno del governo, la norma che proroga fino al 31 dicembre il diritto allo smart working nel settore privato per i lavoratori fragili e i genitori di figli fino a 14 anni, con tanto di conferma delle procedure semplificate di comunicazione, è stata approvata sotto forma di emendamento al decreto Aiuti bis al Senato. La possibilità di lavoro agile, senza accordi individuali, per queste due categorie era scaduta il 31 luglio.

A chi è riservata l’estensione dell’opzione smart working?

L’opzione dello smart working fino a fine anno è riservata ai lavoratori dipendenti del settore privato, genitori di almeno un figlio/a under 14. A condizione che anche l’altro genitore lavori o non sia «beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa», sempre che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione.

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Quanto smart working prevede la nuova norma?

La nuova norma proroga il diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile anche in assenza degli accordi individuali. Ma non stabilirebbe “quanto” smart working. Alcune aziende lo interpretano al 100 per cento. Altre potrebbero applicare la quota prevista dalle intese aziendali in atto. Se un’azienda non ha fatto intese sullo smart working è obbligata solo a riconoscere lo smart working. Nelle percentuali che deciderà.

Va precisato che ci troviamo in un contesto ormai consolidato di ripresa del lavoro quantomeno parzialmente in presenza, in cui la modalità più frequentemente adottata, negli accordi individuali come nei regolamenti e negli accordi sindacali aziendali, è quella ibrida, con giorni di lavoro in presenza e altri da remoto.

A quali altre categorie è esteso il diritto allo smart working fino al 31 dicembre?

Il medesimo diritto allo svolgimento delle prestazioni di lavoro in smart working fino al 31 dicembre 2022 è riconosciuto, sulla base delle valutazioni dei medici competenti, anche ai lavoratori fragili maggiormente esposti a rischio di contagio, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o, comunque, «da comorbilità che possono caratterizzare una situazione di maggiore rischiosità accertata dal medico competente, nell’ambito della sorveglianza sanitaria, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione lavorativa».

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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