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Nucleare, l’Enea accende i motori per l’avvio del centro italiano per la fusione

ServizioIl progetto Dtt a frascati

Entra nella fase operativa la realizzazione del Dtt (Divertor Tokamak Tst) il progetto che servirà a sperimentare soluzioni avanzate per produrre energia dalla fusione nucleare

di Celestina Dominelli

Fusione nucleare, esperimento DTT grande opportunità per l’Italia

Entra nella fase operativa la realizzazione del Dtt (Divertor Tokamak Tst) il progetto che servirà a sperimentare soluzioni avanzate per produrre energia dalla fusione nucleare


2′ di lettura

L’Enea accende ufficialmente i motori per l’avvio del Centro italiano per la fusione nucleare. È infatti partita la fase operativa per la realizzazione del progetto Dtt (Diverter Tokamk Test), la macchina che dovrà sperimentare soluzioni all’avanguardia per l’energia da fusione. L’impianto sperimentale, costruito presso il Centro di ricerche Enea di Frascati, è stato voluto fortemente dall’Italia in un settore considerato strategico. Il primo tassello è dunque scattato con l’assegnazione dei primi appalti dopo il consolidamento del progetto e la creazione della società Dtt Scarl, composta da Enea, Eni e Consorzio Create.

I costi del progetto

Il progetto, che vale circa 600 milioni di euro, sarà realizzato grazie al contributo finanziario dei ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Università e della Ricerca, della Regione Lazio, di Enea e degli altri partner del consorzio, oltre al prestito di 250 milioni di euro messo in pista dalla Banca europea degli investimenti (Bei) nell’ambito dei fondi Efsi (piano Juncker). La macchina Dtt sarà collocata all’interno di un polo scientifico e tecnologico all’avanguardia, aperto a ricercatori e scienziati di tutto il mondo.

Le ricadute economiche e occupazionali

Alla realizzazione di Dtt sono associati importanti benefici per il territorio. È stato infatti stimato, sulla base dell’impatto prodotto da progetti analoghi, un fattore 4, vale a dire oltre 2 miliardi di euro di ricadute solo dal punto di vista economico. Nei sette anni di realizzazione, sono previsti circa 1500 nuovi posti di lavoro di cui 500 diretti e altri mille nell’indotto.

Il collegamento con gli altri reattori europei

Dtt nasce come anello di collegamento tra i grandi progetti internazionali di fusione nucleare Iter (l’impianto in via di realizzazione nel sud della Francia, a Cadarache) e Demo (il reattore che dopo il 2050 dovrà produrre energia elettrica da fusione nucleare) per fornire risposte scientifiche, tecniche e tecnologiche a problematiche di grande rilievo come la gestione dei grandi flussi di potenza prodotti dal plasma combustibile e i materiali da usare come “contenitore” a prova di temperature elevatissime.

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Fonte: ilsole24ore.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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