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Non ci liberiamo dei cretini rossi

In piazza per la Liberazione, ma allo stesso tempo contro la guerra in Ucraina, nemmeno troppo velatamente a favore di Putin e assolutamente contro la Nato e gli Stati Uniti. Se non fosse una stringatissima cronaca politica della giornata di ieri, potrebbe essere l’anamnesi di uno psichiatra. Il paziente in questione è la sinistra che ieri, nel giorno del suo Natale laico, si è manifestata in tutte le sue contraddizioni macroscopiche: putiniani e antiputiniani, filo atlantici e anti americani, amici e nemici di Israele, sinceri democratici e ipocriti blanditori di autocrazie.

Così, anche quest’anno, la festa della Liberazione è stata occupata dagli estremisti, alla faccia dei tanti manifestanti pacifici. Ed è stata monopolizzata da una sinistra (sedicente) pacifista che non riesce a far pace con se stessa: odia gli americani anche se senza americani non avrebbe nulla da festeggiare; sciorina un affettato anti totalitarismo e poi tifa per tutte le ultime dittature rimaste sul globo terracqueo (siano rosse o russe poco importa); si pavoneggia nel mito della Resistenza e poi se la prende con chi come gli ucraini sta resistendo contro un invasore con le unghie e con i denti, non solo con parole, slogan, bandiere e canzoni. Hanno voglia di dire che il 25 Aprile è una festa di tutti e che la destra la rende «divisiva», quando i primi a dividersi sono proprio loro. Così, i soliti esagitati che ogni anno fischiano la Brigata Ebraica, quest’anno se la sono presa anche con Enrico Letta accusato – con molta originalità -, di essere un servo degli Stati Uniti. Evidentemente persino gli esponenti del Pd sono considerati già troppo di destra per celebrare il 25 Aprile, per entrare nel privé degli estremisti rossi. Ed è proprio questo il danno più grosso che la sinistra ha inferto alla Liberazione: averla sottratta a tutti per farla cosa di pochi, averla politicizzata – anziché storicizzata – per poterla poi usare come clava contro tutto quello che si muove vagamente a destra del proprio baricentro.

L’anno prossimo il presidente dell’Anpi invece di mettere al bando i vessilli della Nato dai cortei (ma poi, voi avevate mai visto una bandiera della Nato in una manifestazione?) dovrebbe assicurarsi che nessuno porti bandiere rosse con falce e martello e il faccione di Putin. Perché il clima è proprio quello, da far accapponare la pelle ai partigiani (quelli veri). Se la Liberazione è questa roba qui, tanto vale liberarsene.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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