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Non c’è posto per tutti, le classi dirottate nelle scuole meno piene

TORINO. Gli spazi per ospitare i bimbi nelle scuole elementari e medie, a settembre, non ci saranno. Per questo le classi verranno spostate da un istituto all’altro, in modo da riempire i vuoti di alcune strutture. L’annuncio arriva dall’assessora ai Servizi Educativi del Comune di Torino, Antonietta Di Martino: «Punteremo sulla solidarietà tra scuole: se in un edificio ci sono spazi che avanzano, verranno utilizzati dalle altre scuole in difficoltà».

Il problema non è solo torinese: le nuove misure di distanziamento dentro le classi metteranno a durissima prova gli istituti di ogni ordine e grado, che da settembre non avranno abbastanza aule di dimensioni tali da garantire il metro di distanza obbligatorio tra gli alunni. «Lo stesso problema c’è anche qui», spiega Di Martino. Ed è per questo che Palazzo Civico, dai prossimi giorni, farà partire una mappatura, circoscrizione per circoscrizione, di tutte le scuole. Obiettivo: raccogliere i numeri degli alunni e del personale, il numero delle aule, la capienza e le dimensioni. Con questi dati, poi, il tavolo da poco istituito all’Ufficio scolastico regionale (composto da Comune, Regione, Città Metropolitana, sindacati, rappresentanze dei genitori) studierà tutte le possibilità.

In questa conta degli spazi interni verranno tenute in considerazione anche le palestre. Se, come appare evidente, gli spazi non basteranno, allora è pronto il piano B della solidarietà. «Sappiamo che una cinquantina di edifici scolastici ha il doppio o più del doppio degli spazi rispetto a quelli che usano – continua Di Martino –. Se una scuola ha degli spazi in avanzo, cominciamo a riempire quelli». A questo “tesoretto” si aggiungono appunto le palestre, le strutture (ex primarie) di via Negarville e via Rubino, più altri spazi che il Comune sta chiedendo a Università e Politecnico. Quest’ultimo a breve potrebbe ufficializzare il “prestito” della palazzina di via Oddino Morgari (7 aule su 3 piani) e di 4 aule in via Boggio. A facilitare questa operazione c’è un altro fattore: a causa del calo demografico, spiega Palazzo Civico, nel prossimo anno ci saranno 2.500 iscritti in meno alle elementari su un totale di circa 85 mila. Gli iscritti alle medie, invece, sono circa 55 mila, con un calo meno marcato.

Dall’altro lato c’è una complicazione: «Per usare più spazi, in qualsiasi sede, è necessario più personale», continua Di Martino. E questo vale sia per gli insegnanti che per i bidelli. In ogni caso, se anche con la solidarietà, le palestre e gli spazi aggiuntivi, non si riuscisse ad arrivare alla quota necessaria, «insieme agli assessorati al Decentramento, alla Cultura e allo Sport, e insieme alla Città Metropolitana, guarderemo anche fuori dal settore dell’istruzione, in modo da cercare luoghi adatti per fare la didattica», dice l’assessora. La mappatura sarebbe già dovuta cominciare a maggio, ma la confusione delle linee guida nazionali ha impedito di sciogliere i nodi e capire in base a quali criteri andava fatta la “radiografia” alle strutture. Questi sistemi permetteranno di risolvere la carenza di spazi, che per ora non sono sufficienti? «Il patrimonio edilizio è molto eterogeneo, quindi non è facile dirlo con esattezza – conclude Di Martino – Ma puntiamo a trovarli in tempo».

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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