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No Vax violenti, otto indagati a Milano: preparavano armi per la manifestazione di Roma. In chat: «Facciamo…

Sul gruppo Telegram «I guerrieri» progettavano di provocare disordini nel corso del raduno «No Vax» in programma nel weekend a Roma, oltre che in altre occasioni. È scattato all’alba di giovedì il blitz della polizia di Stato, che ha eseguito una serie di perquisizioni in diverse città – otto a Milano, altre a Bergamo, Roma, Venezia, Padova e Reggio Emilia – nei confronti di alcuni appartenenti ai movimenti contro il vaccino Covid. Le indagini, coordinate dalla procura di Milano, sono state condotte dalla Digos e dalla Polizia Postale. Oltre alle abitazioni degli indagati, i controlli hanno riguardato pc, cellulari, tablet e account social. Nelle abitazioni perquisite sono state trovate armi, come coltelli e bastoni, tirapugni e spray urticanti illegali. Un indagato residente in provincia di Reggio Emilia aveva una katana, una spada giapponese.

Le minacce alla stampa

«Quando andremo a Roma i primi» da aggredire «sono i giornalisti», si legge nelle chat, dove alcuni invitano a «usare le molotov» (che non risulta possedessero) per «far saltare i furgoni delle tv». Secondo quanto riferito in questura a Milano, «per la stampa, ritenuta asservita al regime, avevano un vero e proprio odio».


Otto indagati a Milano

In particolare a Milano la Polizia di Stato, al termine di un’attività investigativa coordinata dal capo della sezione Antiterrorismo della Procura Alberto Nobili e dal pm Piero Basilone, ha dato esecuzione a 8 decreti di perquisizione nei confronti di altrettanti cittadini italiani, cinque donne e tre uomini, indagati per istigazione a delinquere aggravata. Gli indagati – che hanno un’età che va dai 53 anni ai 33 anni – figurano membri attivi di un gruppo Telegram denominato «I guerrieri», nel quale venivano progettate azioni violente da realizzare, anche con l’uso di armi ed esplosivi «fai da te», in occasione delle manifestazioni «No green pass» organizzate su tutto il territorio nazionale, in particolare quella in programma a Roma per le giornate dell’11 e 12 settembre prossimi.

«Volevano condizionare il Governo»

Le azioni del gruppo, scrivono gli inquirenti, erano «tese a mutare o condizionare la politica governativa e istituzionale in tema di campagna vaccinale». Gli indagati portavano avanti «iniziative volte ad affermare le convinzioni dell’area cosiddetta `no vax´». Per gli inquirenti, il blitz rientra in una «importante attività preventiva contro dei disordini» che erano stati programmati. Da un lato, c’è il riscontro che questi gruppi stanno «alzando il tiro» e dall’altro si dimostra che le istituzioni e le forze dell’ordine sono presenti nel contrastarli. Le perquisizioni, come si legge nel decreto, riguardano documenti «di qualsiasi natura (anche informatici)» e dispositivi, come notebook, cellulari, memorie o supporti informatici, «utili alla ricostruzione dei fatti e della responsabilità». Si cercano anche «armi» e elementi «riguardanti i rapporti tra gli indagati e tra questi e altri soggetti che potrebbero aver concorso all’istigazione alla commissione di delitti connotati dalla violenza contro persone e cose» e per la «delineazione dei rispettivi ruoli».

La chat «I guerrieri» su Telegram

Dall’analisi dei messaggi pubblicati sulla chat dei «Guerrieri» è emerso che gli indagati si proponevano di partecipare in massa alla manifestazione di protesta in programma nella Capitale il prossimo sabato, e oltre a questo incitavano gli altri membri del gruppo a realizzare azioni violente nelle rispettive città, contro non meglio precisati obiettivi istituzionali o approfittando della visita di esponenti dell’Esecutivo, come quella poi annullata prevista a Padova lo scorso 2 settembre da parte del ministro della Salute Roberto Speranza. Inoltre, alcuni membri del gruppo stavano organizzando una riunione preparatoria in vista dell’appuntamento romano dell’11-12 settembre, e cercavano di approvvigionarsi di armi bianche da utilizzare in quell’occasione.

«Molto determinate e arrabbiate»

Sono state definite come «molto determinate e arrabbiate» le cinque donne che si trovavano tra gli elementi di spicco del gruppo «I guerrieri». Si tratta di una frangia composta da persone con un «profilo basso» senza «esponenti d’area», ma da gente comune: disoccupati, operai, portinai, camerieri. Uno degli uomini, che aveva un porto d’armi, era conosciuto per essere vicino all’indipendentismo veneto, ma al momento non sarebbe emerso niente di più strutturato.

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9 settembre 2021 | 08:05

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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