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No Tav, attacco al cantiere di San Didero: petardi e sassi contro la polizia che risponde con lacrimogeni e idranti

Assalto al cantiere Tav di San Didero con operatori di polizia rimasti contusi dal lancio degli oggetti da parte di alcuni manifestanti che sarebbero arrivati da Venaus. Secondo la questura sarebbero oltre un migliaio i manifestanti in zona: “Sono giunti a San Didero dal campeggio di Venaus con vari mezzi ed hanno da subito cominciato ad assaltare il cantiere sia al varco posto sul lato della statale sia nella zona est, a ridosso dell’autostrada, con un fitto lancio di petardi, artifizi pirotecnici e sassi in direzione delle forze di polizia disposte a protezione del sito”. 

“Un gruppo di alcune decine si è posizionato oltre l’autostrada sul lato opposto del cantiere – continuano dalla questura – effettuando lanci di oggetti contundenti che hanno coinvolto la circolazione autostradale costringendo alla chiusura temporanea della stessa all’altezza di Avigliana e l’intervento dei contingenti della Forza Pubblica per respingerli ed allontanarli”. Le forze dell’ordine si stanno opponendo con l’utilizzo dell’idrante e di lacrimogeni. “L’azione violentissima è tuttora in corso”, concludono dalla questura con una nota diramata intorno alle 17.30.

“Siamo in marcia! – si leggeva qualche ora fa sulla pagina facebook Notavinfo Notav -. In tantissim* No TAV partiti dal Festival Alta Felicità per raggiungere il fortino di San Didero, il cantiere del nulla! La lotta per la nostra Terra è lotta per il Pianeta!”. “È iniziata la battitura al cantiere della vergogna! 5 milioni spesi per tirare su un fortino vuoto e altri 49 previsti per un autoporto, ma il Tav non doveva spostare il traffico dalla gomma su rotaia? Ettari di alberi abbattuti e territorio devastato, come sempre per l’interesse di pochi”, hanno scritto alcuni partecipanti sui social. 

Sarebbero 12 gli operatori di polizia feriti dal lancio di oggetti contundenti e bombe carta ad opera di persone che hanno agito con il volto travisato da cappucci o maschere antigas. “Il lato autostradale del cantiere è stato liberato, mentre continua l’azione sul lato della statale, dove sono presenti un migliaio di manifestanti, alcuni dei quali continuano il tentativo di sfondamento della recinzione e dei cancelli del cantiere anche mediante mediante l’utilizzo di un ariete artigianale in cemento”, aggiungono le forze dell’ordine che, anche dopo le 18, continuano a contrastare l’azione con l’utilizzo di idranti e lacrimogeni.

Un bambino spinge l’ariete artigianale in cemento

Davanti al cantiere dell’alta velocità a San Didero oggi c’era anche un bambino che maneggiava un rudimentale ariete in cemento. Nel video lo si vede, spalleggiato da alcuni manifestanti No Tav, colpire l’ingresso della recinzione con il blocco in cemento. Il filmato, pubblicato sulla pagina Facebook “Notavinfo Notav”, è accompagnato dalla scritta: “Il fortino di San Didero non ha diritto di esistere! E lo sanno grandi e piccini! #avantinotav”.

bambino no tav ariete-2

Le reazioni del mondo politico

Non si sono fatte attendere le reazioni di alcuni esponenti del mondo della politica. 

Per la parlamentare di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli e l’assessore della Regione Piemonte Maurizio Marrone “L’ennesimo attacco No tav era assolutamente prevedibile. Nelle ore scorse avevamo chiesto chiarimenti sulle autorizzazioni e sponsorizzazioni sulle iniziative che si stanno svolgendo in questi giorni. Lo Stato non si faccia umiliare. Dal Ministero qualcuno dica quali provvedimenti immediati si pensa di attuare per evitare una escalation di violenza che fa leva su episodi continui di beffa nei confronti dello Stato. La nostra solidarietà va alle forze dell’ordine. La Val Susa non può continuare ad essere teatro di episodi quale quello odierno, l’ennesimo di una lunga lista con la complicità di alcuni irresponsabili”.

“I no Tav sono lo specchio di chi non vuole le opere per lo sviluppo e la crescita dell’Italia, purtroppo non si limitano ad esprimere il loro dissenso pacificamente ma conoscono solo la violenza – dichiara in una nota la deputata di Azione, Daniela Ruffino -. Assaltando i cantieri non si risolve nulla. Condannerò sempre questa violenza assurda e incomprensibile ed esprimo tutta la mia solidarietà alle forze dell’ordine che pongono in continuo rischio la loro incolumità per contenere questi facinorosi”.

“Atto terroristico. Non ci sono altri modi per definire quanto avvenuto al cantiere San Didero ai danni delle forze dell’ordine. 12 feriti: 10 operatori del reparto, 1 della Digos e un funzionario di Polizia. Un bilancio gravissimo. Come tale, i criminali responsabili vanno individuati, processati e sbattuti in galera. Si parla addirittura di una cinquantina di persone. Tolleranza zero. È assolutamente inaccettabile che questo manipolo di violenti, nonostante sia in corso un’indagine nei loro confronti per associazione a delinquere, continuino a rendere la Val di Susa il teatro di questi attentati. Le istituzioni devono intervenire. Occorre rimettere questa fetta di territorio in sicurezza”. Lo dichiarano i deputati della Lega Elena Maccanti, capogruppo in commissione Trasporti, e Alessandro Benvenuto, commissario provinciale della Lega a Torino e componente della commissione Ambiente.

Bilancio finale: 14 agenti feriti

Verso le 19, dopo ore di tensione, sono terminate le azioni dei manifestanti ai danni del cantiere San Didero e delle forze di polizia che lo presidiavano per impedire l’accesso al cantiere. Il bilancio è di quattordici feriti tra gli agenti, tutti con lesioni causate dal lancio di ordigni e oggetti contundenti.

“Nelle fasi più violente dell’azione dei manifestanti si è sprigionato un incendio ai margini della carreggiata autostradale, causato con ogni probabilità dagli artifizi lanciati contro le forze di Polizia, che è stato domato dagli agenti mediante l’utilizzo degli idranti prima che potesse causare ulteriori danni”, spiegano dalla questura.

“Sono state avviate subito le procedure di bonifica del tratto autostradale, mediante l’intervento del Nucleo Artificieri e del personale della Sitaf, al fine di liberare il manto da eventuali ordigni inesplosi e permettere al più presto il ripristino della viabilità mediante la rimozione dei tronchi, bottiglie di vetro e tutto il materiale che può rappresentare un pericolo per gli utenti”, concludono le forze dell’ordine a fine giornata.  

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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