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Niente sport senza vaccino: ”alcuni giovani dovranno smettere. E’ giusto?” – Reportpistoia

PISTOIA – Non basterà più il tampone negativo per fare sport. A partire dal 10 gennaio infatti per entrare in piscina, in palestra e praticare attività di contatto si dovrà esibire il green pass rafforzato. Si dovrà, cioè, esser vaccinati. 

Campetto da calcio in erba sintetica

È quanto previsto dal Decreto Natale e dalle successive direttive fornite dal Dipartimento per lo sport, la cui efficacia si estende sia ai dilettanti che ai professionisti.
La norma lascia quindi con l’amaro in bocca tutti coloro che fino ad ora, pur non vaccinandosi, hanno potuto praticare attività fisica sottoponendosi regolarmente a tampone. “In queste ore si sta formando un gruppo Telegram per riflettere proprio su questa situazione”, spiega a tal proposito un genitore i cui figli hanno scelto di non vaccinarsi. E il decreto, come evidenzia, penalizzerebbe proprio i più giovani. 
A parlare è Stefano Campanella, che ha deciso di affidare la sua riflessione a Reportpistoia.
“Quella di escluderli dal fare sport è una scelta politica – prosegue – ed è sulla convenienza di una misura così drastica che vorremmo creare un dialogo serio e pacifico”.
Come lui sono tanti i genitori che in queste ore stanno partecipando alla discussione. “Questa decisione fa male – aggiunge-. Non si capisce come una minoranza di non vaccinati possa essere pericolosa se si fa il tampone”. 
L’idea insomma, a quanto dichiara, è di aprire un dibattito su una decisione politica che gioca a sfavore di una minoranza di ragazzi, escludendoli da un percorso di crescita. “Anche alla luce dei recenti sviluppi della pandemia – prosegue – non si capisce come possano essere nocivi alla società visto che ogni 48 ore certificano, sottoponendosi a tampone, di esser negativi al covid”.
“Mia figlia – aggiunge – ha sedici anni, da undici pratica nuoto, disputando gare a livello nazionale. Fino ad ora, se pur con qualche sacrificio economico, si poteva continuare ad allenare, ma dal 10 gennaio sarà costretta, come tutti i non vaccinati, a scegliere se abbandonare lo sport o vaccinarsi”.
Nella solita condizione, a quanto racconta Campanella, si troverà anche il figlio che, non vaccinandosi, non potrà più allenarsi con i compagni di squadra.
“Finché si tratta di escludere un cinquantenne dal fare palestra, o andare al ristorante, posso anche capirlo – incalza Campanella. Ma qui parliamo di ragazzi che, al di là dei risultati ottenuti, dovranno fare a meno di un importante percorso formativo”.
“La scelta  – puntualizza a proposito della posizione dei figli – è genuina. Noi genitori abbiamo consigliato di rifletterci e valutare le conseguenze”.
“I ragazzi, se si fanno regolarmente il tampone, – conclude – sono così pericolosi per la società da escluderli?” (r.b.)

Fonte: reportpistoia.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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