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Niente Cittadella, ma il Biellese sarà Comunità europea dello sport 2023

Doveva essere un aperitivo, diventerà una torta con le candeline per festeggiare: oggi, a causa delle previsioni meteo che promettono pioggia a catinelle, piazza Martiri a Biella non diventerà uno stadio-palestra a cielo aperto, uno degli eventi organizzati nella tre giorni di visita della delegazione di Aces Europe che deve vagliare la candidatura del comprensorio tessile a distretto europeo dello sport. Ma è solo un rinvio di circa un mese, il tempo necessario perché la proposta delle terre della lana venga accettata, un passo che appare già certo ad ascoltare le parole di Roberto Carta Fornon, biellese, panathleta, uomo di sport e componente della rappresentanza Aces: «Per l’ufficializzazione bisognerà attendere circa la metà di ottobre. Dopo il via libera, considereremo la manifestazione di piazza Martiri il primo appuntamento per festeggiare la nomina».

A differenza del 2014, quando Biella corse da sola, e del 2012 quando fu Valdengo a fregiarsi del titolo, questa volta è un progetto di territorio che vuole regalarsi un’ulteriore etichetta dopo quelle conquistate negli ultimi anni, dal prestigioso riconoscimento Unesco fino al titolo di città alpina. Per i 29 Comuni che hanno aderito al patto insieme al capoluogo, la sfida vera comincia dopo il via libera della commissione. I delegati di Aces, l’associazione che conferisce il marchio, completeranno stamane una «tre giorni» a tappe forzate per guardare da vicino tutte le eccellenze del territorio, dagli impianti sportivi di Biella e dintorni alle occasioni di fare attività fisica e agonismo nella natura, dai golf club all’Oasi Zegna. Sembra quasi una formalità, a giudicare dal fatto che la candidatura sembra pronta per essere accettata. Ma per darle un senso bisognerà investire e coinvolgere territorio e società sportive: nel 2014 Biella mise sul piatto poco meno di 200 mila euro di contributi da distribuire a chi organizzava eventi per arricchire il calendario di un anno speciale. I Comuni consorziati per ora hanno stanziato il contributo necessario da versare ad Aces, come stabilito dal regolamento dell’associazione, insieme alla candidatura: circa mille euro ciascuno. Biella ha aggiunto una spesa massima di 2.000 euro per coprire i costi della visita della delegazione, che dovranno a loro volta essere sostenuti anche dagli altri municipi aderenti. L’ultimo obbligo con Aces riguarderà l’accordo sui diritti d’immagine, pari a 19 mila euro. Ma dopo serviranno almeno 50 eventi in dodici mesi per dare un senso al riconoscimento.

Fonte: lastampa.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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