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Nicole Orlando corre verso l’inclusione: “Lo sport è di tutti”

«Bene, ma non benissimo»: l’ha presa con filosofia Nicole Orlando dopo la prima uscita stagionale sui 100 metri, con un tempo di mezzo secondo più lento rispetto al suo record. Ma il risultato è passato in secondo piano rispetto alla gioia di una gara un po’ più speciale: nello scenario storico della splendida Arena di Milano la campionessa biellese si è presentata ai blocchi di partenza in una prova in cui le atlete della Fidal, la federazione nazionale dell’atletica, si sono confrontate faccia a faccia con quelle della Fisdir che raggruppa chi compete con disabilità intellettive. Uguale la pista, medesima la batteria, ma particolare l’attenzione: alla fine la stella della sfida è stata lei, a giudicare dalla voce entusiasta dello speaker durante la prova. «La riconoscete? È Nicole Orlando», ha esclamato mentre la biellese metteva la sua energia in prima corsia sul tartan, senza badare troppo al distacco che le avversarie le hanno dato.

La gara che ha unito i due mondi è stata il trofeo Atletica Meneghina, organizzato dall’omonima società sportiva che, con la collaborazione di Fidal e Fisdir, ha dato un segnale importante alla voglia di integrarsi: «Gli atleti gareggiano nelle stesse discipline, con graduatorie separate, per dimostrare che l’atletica e lo sport è di tutti e per tutti, all’insegna dell’inclusione e del divertimento», ha scritto il club presentando la gara. Insieme a Nicole Orlando, è scesa in pista anche l’amica-rivale Chiara Zeni, ex portacolori della Ginnastica La Marmora e compagna di Nazionale della biellese. Per entrambe ci sono stati spazio sul podio, sorrisi e foto ricordo: «Grazie per avermi fatto gareggiare senza distinzioni», ha commentato Nicole Orlando nel dopogara. La visibilità dello sport per disabili è una sfida che pian piano si sta vincendo grazie anche a personaggi come lei. L’inclusione è forse un passo più indietro anche se iniziative come l’accademia sportiva creata da Bebe Vio, dove i bambini con problemi fanno sport insieme a chi non ne ha, sono una spinta preziosa. Ma c’è una battaglia a cui la Orlando e tutto il movimento Fisdir tengono particolarmente: l’inserimento delle gare per chi ha disabilità intellettive e relazionali alle Paralimpiadi di Parigi 2024. C’è una petizione su Change a questo scopo che è già vicina a quota 900 firme.

Fonte: lastampa.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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