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Neve a Milano, il lato divertente: sci e slittini, «sembrava Central Park…»

Verso le dieci di lunedì mattina due auto della polizia locale attraversano i Giardini pubblici. Tutt’intorno, sotto l’abbondante nevicata, è magica euforia: slittini, pupazzi di neve, cani che corrono all’impazzata. Alcuni «sciatori del lunedì» utilizzano i prati come piste da fondo, altri hanno riesumato le ciaspole. A Milano come in montagna. «Ci fosse uno skilift sarei a posto, del resto dobbiamo prepararci alle Olimpiadi del 2026», scherza Aldo Rugari, ingegnere patito degli sport invernali. «Pare che la tristezza del Covid si sia messa in pausa per un momento — esclama Silvia Mancini, 15 anni, mentre fa a palle di neve con alcuni amici —. Il nuovo gioco è colpire la mascherina».

Dalle auto azzurre della polizia gli altoparlanti intimano però di uscire subito. I giardini vengono chiusi qualche ora per il pericolo di caduta degli alberi, come altri parchi recintati della città. La festa si trasferisce altrove. Alla montagnetta di San Siro, 130 metri sul livello del mare, ma anche a Citylife, al parco Lambro e alla Collina dei ciliegi alla Bicocca sciatori, snowboarder e biker impazzano su e giù per i pendii con esibizioni scenografiche come accadeva con le abbondanti nevicate degli anni Ottanta. In piazza del Duomo qualcuno è andato a passeggiare munito di bastoncini che si usano ad alta quota, la pista ciclabile intorno al Sempione diventa pista da fondo.

Sci, mascherina e racchette anche per Bernardo Guerra, che collabora con il Municipio 4 e che approfitta con decine di altri del manto bianco sui terreni di Santa Giulia: «Pare Central Park — ride —. La gente ha bisogno di cambiare per un attimo scenario rispetto a quello triste della pandemia in corso». I milanesi non hanno resistito, sono corsi fuori dalle case per godersi la mattina all’aperto dopo i giorni di lockdown. In via Dante un papà, Luca Sanzi, traina il piccolissimo Mauro a cavalcioni su uno slittino di legno, direzione Castello Sforzesco: «Non è mai andato in montagna, doveva essere il suo primo inverno dai nonni in Val d’Aosta e invece… ha provato quest’altra emozione. In quest’anno funesto è una boccata d’ossigeno».

Scoppiettante lo spettacolo della neve sulle pagine social degli influencer che per girare le loro story sono usciti allo scoperto. Anima, al secolo Sascha Burci, 30 anni, tra i cinque youtuber più noti d’Italia e vero idolo degli adolescenti, oltre 3,5 milioni di seguaci, si è presentato in tuta integrale — sci, maschera, scarponi e racchette — in piazza Baiamonti e da lì ha iniziato a girare come un pazzo sulla neve inseguito da una fanciulla-cameramen: «Ci metteremo qualche giorno a montare il tutto ma verrà una specie di documentario con il mio stile — spiega divertito, mantenendo un po’ di riserbo sull’esito finale cercato —. Una neve così è lo scenario ideale per improvvisare sketch, non potevamo perderla. E la gente intorno, ignara di tutto, ci fa da comparsa».

Le lamentele di chi pensa a danni e disagi si perdono dentro le pagine social dove è tutto un fiorire di hashtag e nuovi motti e per un attimo lo sconforto per la giornata di shopping andata buca e la tristezza delle feste lontane dai cari sembrano sparire: «Montagnetta is the new Mont Blanc», scrive uno, «Impianti chiusi piste aperte» e «Chi l’ha detto che è vietato sciare?», fino al motto che visto dall’altra parte è una sventura da evitare: «Domani sul ghiaccio si pattinerà». La «nevicata in scorrimento», come la chiamano i metereologi, ha fatto un po’ bianco il Natale.

29 dicembre 2020 | 08:37

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Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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