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Nelle Rsa della Toscana vaccinati in 800, la metà di tutta Italia

“Alla sera del 31 dicembre gli anziani vaccinati nelle Rsa toscane erano 800, altri se ne sono aggiunti il primo gennaio, mentre il bilancio provvisorio nazionale è di 1.800 dosi somministrate. Insomma, la metà degli anziani vaccinati ad oggi in Italia ha ricevuto l’iniezione in Toscana”. Simone Bezzini, assessore regionale alla sanità, nel primo pomeriggio di ieri non nascondeva una certa soddisfazione per come sta andando la campagna. E non sembrava preoccupato dalle defezioni che emergono tra il personale delle residenze per anziani. “Il bilancio definitivo delle pre adesioni – spiegava l’assessore – ci dice che 8.700 su 13.000 operatori delle Rsa toscane hanno manifestato l’intenzione di vaccinarsi, siamo ai due terzi del totale, sulla soglia dell’immunità di gregge. Una quarantina sono già stati vaccinati. Non possiamo obbligare nessuno a vaccinarsi, può farlo solo il governo con un provvedimento di legge. Quello che poteremo fare e che faremo è, terminato il primo round di vaccinazioni, fare un secondo giro tra il personale delle Rsa per verificare se qualcuno dei contrari ha cambiato idea e per offrire l’opportunità di vaccinarsi ai nuovi assunti”.

Il ricambio in atto di personale nella Rsa è uno dei problemi che la campagna deve affrontare. È provocato dal fatto che le strutture pubbliche hanno strappato risorse alle Rsa. I sostituti sono giovani, talvolta provenienti da Paesi del Sud America, generazione social, spesso condizionata dalle fake news che corrono sul web e che tendono a demonizzare i vaccini. Racconta il responsabile di una Rsa: “L’altro giorno è venuta da me un’operatrice, era terrorizzata. “Dottore, mi ha detto, ha visto che in Colombia sono morti venti bambini dopo aver fatto il vaccino”. L’ho portata in ufficio, l’ho tranquillizzata e fatta ragionare, ha capito che aveva letto una fake news. L’unica strada percorribile è fare opera di convincimento sulla necessità di sottoporsi al vaccino”.

Su alcune chat circolano fitte corrispondenze tra operatori delle Rsa e legali che si propongono di assistere chi si ritenga vittima di indebite pressioni a vaccinarsi. “La soluzione è un provvedimento di legge del governo che imponga a certe categorie di vaccinarsi. Improponibile invece la strada, suggerita da Ichino, di licenziare chi rifiuta il vaccino, soluzione che esporrebbe le Rsa a cause del lavoro”, concordano Massimo Mattei, direttore della casa di riposo Guidi Raggio, che dall’inizio della pandemia rivendica zero contagi tra i 25 operatori e i 35 ospiti ai quali il vaccino sarà portato il 6 gennaio, e Paolo Moneti, al vertice di Villa Gisella e di Anaste che raccoglie 16 strutture con oltre mille posti letto. “A Villa Gisella solo 3 operatori su 116 non hanno aderito alla campagna di vaccinazione, in generale nelle strutture di Anaste siamo al 93-95% di adesioni”. Diversa la sensazione di Mattei: “Direi che un 30% è dubbioso sul vaccinarsi”.

Altro problema aperto, che riguarda una quota non secondaria di ospiti delle Rsa, è come comportarsi con pazienti incapaci di intendere e di volere privi di parenti e di un amministratore di sostegno.

Primo giorno di lavoro ieri alle Scotte per il professor Antonio Davide Barretta, nuovo direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria Barretta ha visitato le aree di ostetricia e neonatale, all’interno del Dipartimento della Donna e dei Bambini, e l’area Covid e Pronto Soccorso insieme al rettore Francesco

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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