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Nel mondo di Renzi fra addii e arrivi: e alla kermesse spunta Tamajo (ma non i suoi)

Alla fine Dario Chinnici divulga una foto: “Oggi Matteo ha incontrato il gruppo di Italia viva Palermo. Per Matteo Renzi, Palermo è una priorità”, scrive il capogruppo al Consiglio comunale. C’è un dettaglio, però: a Sala delle Lapidi i gruppi con le bandiere del senatore di Rignano sono due, e alla kermesse del golf club Parco Airoldi ce n’è solo uno. Nella foto diffusa da Chinnici, infatti, ci sono – oltre al capogruppo e all’ex premier – il presidente dell’assemblea cittadina Totò Orlando, Carlo Di Pisa, Francesco Bertolino e Paolo Caracausi, ma mancano i rappresentanti dell’ala Sicilia futura: Ottavio Zacco, Caterina Meli e Giovanni Inzerillo non si vedono, sintomo di un’altra spaccatura in vista dopo quelle che hanno portato alla Lega i deputati regionali Luca Sammartino e Giovanni Cafeo e i parlamentari nazionali Valeria Sudano e Francesco Scoma.

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Il principale indiziato dell’addio è Edy Tamajo, il deputato regionale che alle sponde renziane è approdato dal centrodestra e che militava con Gianfranco Miccichè in Grande Sud. “Non è un mistero che Miccichè sia un mio amico”, diceva qualche giorno fa il parlamentare di Mondello sull’ipotesi di un trasloco sotto le bandiere berlusconiane.

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Eppure, alla fine, Tamajo spunta: Renzi lo cita anche al fianco del plenipotenziario Davide Faraone, mentre parla di rapporti con Forza Italia e con il mondo moderato, ma il deputato arriva solo a intervista cominciata e appare discosto. “È molto freddo”, sbuffa un renziano che conta.

Eppure qualcosa si muove pure in arrivo. A Brolo, nell’appuntamento del venerdì sera, con il padrone di casa Pippo Laccoto c’è l’eurodeputato Pietro Bartolo, eletto nel Pd, e l’ex premier non manca di farlo notare su Facebook. “Che bello riabbracciare dopo tanto tempo il mio amico Pietro Bartolo – scrive Renzi – oggi parlamentare europeo e ai tempi del nostro governo medico di Lampedusa e custode di civiltà”. A Palermo le presenze sono meno altisonanti per il panorama nazionale, ma hanno un peso locale: si vede il consigliere del misto Leonardo Canto, ma soprattutto arrivano il leader regionale di Azione Giangiacomo Palazzolo e il punto di riferimento di +Europa (ed ex deputato Pd) Fabrizio Ferrandelli. Sono questi, in effetti, i mondi con cui dialoga già il renzismo di Sicilia: l’ex premier cita anche Carlo Calenda mentre parla di Matteo Salvini, ma qui in Sicilia il dialogo è più avanzato. “Essere presenti era doveroso”, sorride Ferrandelli. “Stiamo costruendo il nostro futuro”, gli fa sponda Chinnici. Nonostante le defezioni.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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