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“Nel mondo dello sport troppa incertezza”

Coach Carrea com’è stato tornare in palestra dopo tanto tempo e farlo in un momento difficile come questo? “C’è grande attenzione alla malattia da parte di tutti noi, staff e giocatori, ma questo non condiziona i comportamenti ovviamente nel rispetto delle norme di sicurezza. Certo allenare con la mascherina, sanificare i palloni, non poter fare la doccia a fine lavoro è qualcosa di strano e di particolare, ma non da inibire l’impegno sul campo. Il problema…

Coach Carrea com’è stato tornare in palestra dopo tanto tempo e farlo in un momento difficile come questo?

“C’è grande attenzione alla malattia da parte di tutti noi, staff e giocatori, ma questo non condiziona i comportamenti ovviamente nel rispetto delle norme di sicurezza. Certo allenare con la mascherina, sanificare i palloni, non poter fare la doccia a fine lavoro è qualcosa di strano e di particolare, ma non da inibire l’impegno sul campo. Il problema maggiore, semmai, è l’incertezza legata al futuro dello sport che non permette che l’attenzione sia rivolta alla ripartenza. I giocatori fanno tante domande, chiedono, si informano, ma al tempo stesso hanno voglia di giocare e di tornare in campo”.

A livello personale come vive questo momento di ripresa?

“A me non incide se per allenare devo usare la mascherina, amo questo sport, amo il mio lavoro e quindi lo faccio volentieri, non è rispettare un protocollo il vero problema. Come ho detto è l’incertezza che regna nel mondo dello sport. C’è bisogno di una riflessione a tutto tondo perché quando si parla di sport dobbiamo fare riferimento soprattutto al mondo delle giovanili visto che oggi in Italia la pratica sportiva è stata demandata del tutto alle società dal momento che nelle scuole non viene fatto quasi più niente. Non si può pensare a un altro anno in cui i giovani non possano praticare sport. Inoltre va considerato che ci sono migliaia di istruttori che vivono di questo e altrettante persone, tra staff, medici e personale delle palestre. Per questo dico che se a me chiedono di allenare in sicurezza non è un problema, l’importante è che il mondo dello sport sia messo in sicurezza”.

La squadra come sta reagendo a questa situazione e come vede il gruppo?

“La squadra anche se ancora mancano gli americani che in A2 sono un pezzo importante, sta reagendo bene, c’è grande voglia e disponibilità. C’è tanto lavoro da fare soprattutto nel reparto dei lunghi per cercare di metterli insieme nel modo migliore, ma devo dire che mi piace questo gruppo”.

E per quanto riguarda il campionato che stagione sarà?

“La distribuzione degli stranieri ha subito l’effetto della pandemia, ci sono giocatori in A2 che in altri momenti sarebbero stati altrove, penso a Culpepper, Mayo, Parks. Sarà come sempre un campionato competitivo con 5-6 squadre con ambizioni diverse”.

Maurizio Innocenti

Fonte: lanazione.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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