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Napoli, Mertens fissa i paletti: “Resto, ma…”

Il rinnovo è pronto, però Dries vuole capire che spazio avrà se Osimhen andrà via

Una visita di cortesia del presidente Aurelio De Laurentiis al martedì, le sue dichiarazioni di apertura per il rinnovo di contratto a Dries Mertens al mercoledì, e l’accordo sembra fatto. Ma non è ancora così e per arrivare alla firma serviranno ancora dei passaggi importanti da entrambe le parti, e non dovrebbe essere una questione economica. O almeno non solo. C’è da notare che ancora una volta l’attaccante belga, il più grande goleador di tutti i tempi in azzurro, è riuscito a mettersi in una situazione di vantaggio sull’aspetto contrattuale, com’era già capitato nel 2020. Anche allora, in piena pandemia, sembrava che Ciro stesse per finire all’Inter invece seppe aspettare e quando il Napoli decise di rinnovare per altri due anni strappò un ingaggio da quasi 5 milioni netti, con una opzione sulla prossima stagione alle stesse cifre, che il club ora vorrebbe sì esercitare ma con un ingaggio più che dimezzato.

Cambio rotta

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Dopo un inverno in cui dalla società trapelava molto scetticismo sul rinnovo del belga, ecco il colpo di teatro di De Laurentiis con visita a palazzo Donn’Anna per vedere il piccolo Ciro e anche un appartamento a fianco. L’apertura a un nuovo accordo nei modi del presidente (“Ma dove vuoi andare?!”) cui però Dries ha sempre saputo dare il giusto peso, tanto che i due hanno un rapporto diretto più che schietto. Ma prima di accettare una proposta che ha sempre sperato di ricevere (“Io voglio restare a Napoli, dipende dalla società”). L’attaccante vuole capire. Perché ha intuito benissimo che la scelta nasce dalla più che possibile cessione in estate di Victor Osimhen. E vuole capire quale sarà il suo ruolo, perché una delle sue primarietà è arrivare in forma al Mondiale in Qatar del prossimo novembre. E per farlo bene serve non dico essere titolare ma giocare con un minimo di continuità, che non è esattamente quello che ha avuto in questa stagione.

Le incomprensioni

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Con Luciano Spalletti ci sono state. E siccome il rapporto è stato leale, Dries ne ha parlato con il suo allenatore, che qualche settimana fa ha ammesso che “per la serietà e continuità che ha sempre dimostrato in ogni allenamento, Mertens avrebbe meritato più spazio”. E poi ancora, domenica scorsa, dopo il tonfo clamoroso di Empoli, l’allenatore ha voluto sottolineare: “Ne ho parlato con il presidente. Secondo me Dries è uno che può essere confermato nella prossima stagione”. Ciro comunque vuole chiarezza e per questo attenderà la fine della stagione e probabilmente un altro passaggio con l’allenatore per capire meglio. Il giocatore ricorda cosa successe alla Roma con Totti e non intende diventare un “peso” per nessuno. Vuole fortemente rimanere nella città che ama e dove è nato suo figlio, ma non a dispetto di tutto. È un professionista inappuntabile, e questo nessuno lo mette in discussione, e come tale vuole essere considerato. Non vuole rimanere solo come simbolo e non cerca un contratto a “furor di popolo”, ma una squadra al quale poter dare il suo contributo, anche se fra una settimana esatta compirà 35 anni.

Esperto o paravento

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E poi ci si chiede, nel rinnovamento che il Napoli sta avviando, quale diventerà il ruolo di Mertens? L’uomo di esperienza che guida specie in Champions una squadra che sarà rinnovata, specie in attacco? Oppure la sua conferma diventa per il club solo una mossa di immagine dal momento che stanno andando via giocatori di un certo peso (dopo Insigne, probabilmente Osimhen e non si sa chi altri ancora) e non si può lasciar partire il vero idolo della tifoseria? Nell’attesa di capire quali saranno le risposte ai quesiti c’è ancora il tempo per far le cose per bene, in maniera più chiara possibile. E una soluzione potrebbe essere quella di proporre a Mertens una formula di accordo che poi un domani preveda un suo utilizzo come dirigente. Sarebbe un passo avanti nella crescita societaria. E di sicuro un imprenditore come Aurelio De Laurentiis avrà già riflettuto su questa eventualità futura. Ma finora il discorso non è stato mai affrontato. Eppure proprio gli ultimi scivoloni in campionato e lo scudetto dei rimpianti – chissà quando il Napoli avrà un’occasione di essere a inizio aprile a un punto dalla vetta – dovrebbero far riflettere sugli errori compiuti in questa stagione. Quando per alzare l’asticella serviva una comunione d’intenti fra ogni componente, sportiva e societaria e così non è stato. Un esempio? L’allenatore che per almeno un mese ha spinto la piazza sul sogno scudetto e un presidente che mercoledì ha detto: “Vi siete fatti ingolosire dallo scudetto. Io no”.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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