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Nadal-Sonego, aria tesa sotto rete. L’astuzia di Rafa frena la rimonta: “Lui urlava troppo”

Dopo la chiusura del tetto e il controbreak di Sonny nel 3° set, Rafa lo chiama a rete e si lamenta per i suoi versi. Il torinese si innervosice e cede ancora la battuta. Lo spagnolo: “Non l’ho fatto apposta”

La richiesta di chiusura del tetto, sul 4-2 del terzo set gli aveva dato un po’ fastidio. Voleva chiudere in fretta Rafa Nadal, già avanti 2-0 e un break, sentiva che il livello di Lorenzo Sonego stava iniziando a salire, che il torinese stava entrando in partita dopo aver preso schiaffoni per due set e mezzo. E così, la vecchia volpe spagnola, unico uomo del pianeta a conquistare 22 titoli del Grande Slam, gioca il jolly dell’esperienza. Quando Sonny recupera il break di svantaggio, il maiorchino chiede al giudice di sedia di poter parlare col torinese. Lo chiama a rete e, con la mano sul cuore, gli chiede di non urlare troppo, di non prolungare il “grugnito” oltre il colpo. Una cosa simile a quella accaduta a Parigi tra Coco Gauff e Martina Trevisan.

A quel punto Lorenzo, forse anche un po’ intimidito, inizia a parlare con l’arbitro, si lascia sfuggire il momento propizio e poi, quando si riprende a giocare, perde di nuovo la battuta mandando Nadal a servire per il match. Il mancino chiude in tre set e a fine partita, a rete, i due continuano a parlare. Con Rafa che sembra volersi scusare e l’altro che vuol far sentire le proprie ragioni. Nell’intervista sul campo, l’esperto spagnolo si mostra addolorato: “No, non è vero che la situazione è diventata incandescente. Ho cercato di dire a Lorenzo nel modo più gentile possibile se poteva fare meno rumore. Ora mi sento in colpa, perché forse l’ho disturbato.Non era questa la mia intenzione”. Frase che ripeterà anche al giudice di sedia: “Non l’ho fatto apposta, davvero. Ora cercherò di spiegarmi con lui anche negli spogliatoi, mi sento malissimo per quello che ho fatto”.

La risposta di Sonny

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Naturalmente il torinese non l’ha presa bene, anche se alla fine ha apprezzato le scuse dello spagnolo: “Non esiste che un giocatore chiami a rete un altro, si fa in terza categoria non a Wimbledon – ha detto dopo il match -. Chiami l’arbitro, non chiami un giocatore a rete. In quel momento mi ha condizionato. Mi ha detto che era condizionato dal mio verso. A fine partita si è scusato, è stato educatissimo. Io gli ho detto che però in quel momento mi aveva condizionato”.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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