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Mussolini e lo sport fascista | Scurati legge “M. L’uomo della provvidenza”

«Quando giunge in tribuna, Turati indossa la divisa militare di console d’onore della Milizia. Assiste alla cerimonia inaugurale dei campionati mondiali universitari con il fez d’ordinanza, la giubba di panno, la camicia nera, gli stivali di cuoio, il cinturino d’oro e, infilato nel cinturino, il pugnale nel suo fodero nichelato. Pochi minuti più tardi riappare dallo stesso vomitorio est da cui erano emersi alla luce i giovani atleti di tutto il mondo. Ora l’uomo alto, magrissimo e segaligno calza scarpette ginniche, veste calzoni legati al ginocchio, calzettoni alti, una pettorina rinforzata, tutto di un bianco immacolato perché possa risaltare a prima vista il rosso del sangue versato».

Nella quarta puntata del reading di «M. L’uomo della provvidenza» (Bompiani), il volume con cui dà seguito a «M. Il figlio del secolo», con il quale ha vinto il premio Strega, Antonio Scurati racconta come il regime comprese l’importanza dello sport per conquistare gli animi degli italiani — e ne impose la totale fascistizzazione.

«Sul campo scendono le squadre di calcio di Italia e Svizzera. Gli italiani indossano per la prima volta la tenuta completamente nera con il fascio littorio cucito sulla maglia, a sinistra, dalla parte del cuore. Prima del calcio d’inizio, allineati a metà campo, salutano con il saluto fascista».

Qui lo speciale di 7 con l’intervista ad Antonio Scurati;qui la recensione del libro, scritta da Pierluigi Battista; qui il primo capitolo del libro.

CREDITI
Video di Lorenzo Scurati
Editor Marco Rovetto
Grafica Arianna Mereu
Immagini Keystone/Hulton Archive/Getty images, LaPresse. Si ringraziano la Cineteca di Milano e, per l’indispensabile aiuto, il Centro Documentazione Rcs.

8 ottobre 2020 | 09:16

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: corriere.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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