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Mourinho: “Roma-Zorya è una finale. Zaniolo? Non mi aspetto niente”

Domani all’Olimpico la gara di Conference contro gli ucraini: “In porta giocherà Rui Patricio. E Abraham comincerà a segnare di più”

C’è da vincere per mettere l’ipoteca sulla qualificazione, primo o secondo posto che sia, anche se la vetta garantirebbe l’accesso diretto agli ottavi di finale. Ma c’è da vincere anche per preparare al meglio la gara di domenica prossima contro il Torino, altra partita chiave sul percorso della Roma. Prima, però, c’è lo Zorya e Mourinho domani non vuole fare passi falsi. “Se vinciamo siamo dentro, se perdiamo siamo fuori – dice l’allenatore della Roma – È una finale sia per noi sia per loro, Certo, c’è anche l’ipotesi del pareggio che lascerebbe tutto aperto, con il destino nelle nostre mani e la necessità di vincere in Bulgaria. È una partita importante, sappiamo che andare avanti vorrebbe dire avere delle difficoltà nel gestire due competizioni insieme, ma è un problema che vogliamo avere nella nostra stagione”.

L’assetto tattico

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E allora ci sarà da capire prima di tutto come giocherà la Roma, se ancora con la difesa a tre o con un ritorno a quella a 4, visto che Vina e Calafiori sono tornati in gruppo. “Si sono allenati sono una volta con noi, ma possono essere un’opzione”, dice Mou. Che poi chiarisce come preferisca di gran lunga la difesa a quattro. “Non mi piace giocare a 5, anche perché una cosa è il concetto di difesa tre e un’altra quello di giocare a 5. Senza tutti i terzini sinistri ci siamo dovuti adattare, ma con El Shaarawy che non è un terzino può anche andar bene perché non si va a 5. Elsha per me era un’ala e basta, oggi ho scoperto un giocatore completamente diverso, con una propensione al sacrificio, basti pensare al salvataggio difensivo che ha fatto a Genova. Ma la rosa non è stata costruita per giocare a tre. i abbiamo giocato, è vero, e per qualcuno è anche una dinamica di gioco buono. È un’opzione che dobbiamo sempre tenere pronta. Quando recupereremo tutti i giocatori torneremo al vecchio sistema, ma sono contento perché ora abbiamo una soluzione in più”.

I singoli

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Poi Mourinho passa all’analisi di due pezzi da novanta come Zaniolo e Abraham, che domani sera dovrebbero giocare uno fianco all’altro. “Da Nico non mi aspetto nulla di particolare a livello individuale, ma che faccia una prestazione da giocatore di squadra. Per come l’ho visto festeggiare a Genova è come se domenica scorsa avesse giocato 90 minuti. Abraham? Sono contento di lui, ovviamente se sei un attaccante di una squadra che crea tanto e che ha una propensione offensiva di solito segno di più, ma lui lavora tanto per la squadra. Per me non è un problema, sono contento di lui, per i movimenti offensivi e per come pressa gli avversari. Ha imparato ad avere un’altra dimensione come giocatore di squadra. Presto o tardi arriveranno anche i gol e dopo avrà tutto. Non sono preoccupato, ha avuto un calo dopo un inizio molto buono che può essere però anche normale”. Domani Abraham giocherà e andrà a caccia di un gol e di una prestazione che gli possano dare maggiore fiducia.

Fonte: gazzetta.it

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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