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Mottarone, tavolo tecnico sul disastro con Giovannini e Curcio

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Un “tavolo tecnico” per confrontarsi e per cercare di capire quanto accaduto ieri sul Mottarone dove la rottura del cavo trainante della funivia sul lago Maggiore ha fatto precipitare una cabinovia provocando la morte di 14 persone. È il senso dell’incontro convocato alle ore 10 al Palacongressi di Stresa con il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini e il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, presenti anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio con il vicepresidente e assessore alla Montagna Fabio Carosso e l’assessore alle Infrastrutture e Trasporti e alla Protezione Civile Marco Gabusi, oltre al prefetto di Verbania Angelo Sidoti e al sindaco di Stresa Marcella Severino, che ha proclamato per la giornata di oggi il lutto cittadino.

Giovannini: commissione ministeriale e indagine Procura

«È un giorno di grande tristezza per il Paese», ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Enrico Giovannini, durante la conferenza stampa al Palacongressi di Stresa al termine del’’incontro. «Il Governo e tutte le istituzioni – ha detto – sono impegnate a capire le cause, a comprendere cosa è accaduto. E, al tempo stesso, a fornire assistenza alle famiglie colpite da questa tragedia». «Le istituzioni hanno reagito in modo rapido, efficiente e coordinato – ha aggiunto il ministro – . Dall’incontro è emerso lo spirito di collaborazione che ha permesso un intervento immediato». Il ministro ha anche ribadito l’istituzione di una commissione ministeriale che, ha spiegato, «si aggiunge alle indagini della magistratura» e ha fatto appello affiché tutti mettano a disposizione la documentazione, garantendo« l’impegno di tutte le istituzioni non solo per evitare che questo accada ancora ma anche per aiutare chi è stato colpito».

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Il dolore di Mattarella: rispettare norme di sicurezza

Sopra Stresa, a 300 metri dalla stazione di vetta a quota 1.491, domenica 23 ha ceduto la fune della funivia del Mottarone, e la cabina è precipitata accartocciandosi ai piedi di un bosco. L’incidente a 100 metri dall’ ultimo pilone, in uno dei punti più alti. La notizia ha fatto il giro del mondo; il dolore del presidente Mattarella che richiama al rispetto delle norme di sicurezza e il cordoglio del governo nelle parole di Draghi. Chiuso nel 2014 e sottoposto a manutenzione, l’impianto era stato riaperto nel 2016. Per il legale dei gestori controlli e verifiche erano tutte a posto.

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Soccorritori, freno emergenza non ha funzionato

Oltre alla rottura del cavo, l’inchiesta della Procura di Verbania dovrà stabilire perché non abbia funzionato il freno di emergenza della cabina. «Sono tutte supposizioni, ma credo ci sia stato un doppio problema – dice il responsabile provinciale del Soccorso alpino, Matteo Gasparini -: la rottura del cavo e il mancato funzionamento del freno di emergenza. Non sappiamo perché non si sia attivato, mentre nella cabina a valle ha funzionato». La mancata attivazione del freno, spiega, «ha fatto sì che la cabina, dopo la rottura del cavo, abbia preso velocità, iniziando a scendere, finendo così catapultata fuori dai cavi di sostegno».

Ospedale: per bimbo situazione fa ben sperare

«Ha passato una notte tranquilla, ora non resta che sperare. Abbiamo messo in campo tutte le nostre eccellenze e stiamo monitorando lla situazione minuto per minuto». Così Giovanni La Valle, direttore generale della Città della Salute, questa mattina davanti all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino, dove è ricoverato il bambino di 5 anni, unico sopravvissuto alla strage della funivia Stresa-Mottarone, in cui hanno perso la vita i genitori, il fratello e i bisnonni. Il bambino è stato operato ieri sera per ridurre le fratture e ora è intubato. «Attendiamo le prossime 48 ore, la situazione è critica ma fa ben sperare», aggiunge La Valle.

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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