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MotorStorie: Bmw, dai successi in pista con Martini e Ravaglia alla 24 Ore di Le Mans del 2023

Nel corso della prima puntata Alessandra Neri ha incontrato a Padova i due grandi campioni che hanno corso e vinto con la casa bavarese

Luca Piana

Passa anche dalle imprese sportive compiute da alcuni celebri piloti italiani il legame fra la Bmw e il nostro Paese. Basti pensare al successo ottenuto da Pierluigi Martini (insieme a Yannick Dalmas e a Joachim Winkelhock, a bordo della V12 Lmr, ndr) alla 24 Ore di Le Mans del 1999, o al titolo iridato ottenuto da Roberto Ravaglia nel Mondiale Turismo (nel 1987 con la “mitica” M3 E30). Nel corso della prima puntata (disponibile a questo link) di “MotorStorie. La leggenda, il futuro”, il programma televisivo prodotto e realizzato in sinergia dal team di Gazzetta Motori e dagli autori di La7, Alessandra Neri si è recata a Padova per incontrare due dei campioni che hanno fatto grande la storia della Bayerische Motoren Werke nel mondo del motorsport.

ravaglia iridato 34 anni dopo ascari

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Nel “suo” Veneto Ravaglia ha ritrovato la Bmw M3 E30 con cui vinse il Mondiale Turismo. “Sicuramente è una vettura che ha dato molte soddisfazioni – ha affermato il pilota veneziano durante la puntata di MotorStorie -Nel 1987, nell’anno del debutto di questa vettura, siamo riusciti a conquistare il titolo iridato nel campionato Turismo per appena un punto (269 contro i 268 del tedesco Ludwig). Fu un’annata particolarmente combattuta: fino all’ultima gara ci si sperava, ma non era scontato portare a casa il successo finale”. Dopo aver tagliato il traguardo dell’ultima gara, Ravaglia venne portato in trionfo dai tecnici della Bmw. Solamente in un secondo momento, a motori spenti, scoprì di essere stato il primo italiano dopo Alberto Ascari (che vinse 34 anni prima, nel 1953) a conquistare un campionato del mondo. “Lo venni a sapere il giorno dopo, leggendolo sui giornali – ha ricordato il Doge -. Per me fu una grande emozione”. Oggi Ravaglia ricopre il ruolo di team manager di Bmw Italia Ceccato Racing. “Ho avuto la fortuna di ritirarmi quando ho voluto io, in una fase in cui ero ancora abbastanza competitivo – ha concluso il veneto – Differenze fra le vetture dell’epoca e quelle attuali? Sicuramente il pilota influisce sempre, indipendentemente dal fatto che la macchina sia più o meno sofisticata, le doti del pilota vengono sempre fuori. Di fatto basta dare un’occhiata all’abitacolo delle auto degli anni Ottanta per accorgersi della totale assenza dei pulsanti. Ai tempi, infatti, c’erano soltanto due regolazioni per la frenata e per le barre anteriori e posteriori, quindi tutto il resto lo faceva il pilota che si doveva anche adattare alle condizioni offerte dal mezzo. Al giorno d’oggi, invece, le regolazioni possono essere effettuate, o adattate, anche durante una competizione”. 

le mans 1999, martini saluta vincendo

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Ravaglia e Martini sono accomunati dal podio ottenuto alla 24 Ore di Le Mans. Quest’ultimo, nel 1999, è anche riuscito ad ottenere il successo assoluto a bordo della Bmw V12 Lmr. “Disputai questa gara per la prima volta nel 1984 – ha ricordato il pilota romagnolo – Al rientro in Italia, in seguito a un ritiro, pensai che chi riesce a vincere questa gara, passa una soddisfazione immensa. Così scelsi di riprovarci e, nel 1999, provai una grandissima gioia per la vittoria. Si tratta di una gara molto difficile, molto pericolosa, dove tutto deve funzionare al meglio e per 24 ore non devi sbagliare niente. Quindi devi avere un ottimo affiatamento con i tuoi compagni di squadra e insieme a loro si svolge un lavoro che va dall’inverno, facendo tanti test propedeutici all’inquadramento di una gerarchia fra i piloti, fino al giorno della gara. Allora io tornai al volante nelle ultime tre ore, visto che i miei compagni di squadra erano diventati un po’ troppo lenti. Ricordo che il mio capo squadra Gerhard Berger mi disse ‘Martini devi salire in macchina perché dobbiamo vincere la gara, non possiamo arrivare secondi’. Mi mise addosso questa grande responsabilità che io accolsi con piacere disputando quell’ultima frazione sempre al massimo e riuscii a portare a casa la gara”. Per Martini quella fu la ciliegina sulla torta di una carriera suddivisa fra le Gran Turismo e le vetture a ruote scoperte (compresa una parentesi decennale in Formula 1). “Vinsi la gara più bella dopo aver annunciato il ritiro proprio alla partenza della stessa. Ho chiuso il cerchio e mi sento appagato”. Nel 2023, invece, il team Bmw andrà nuovamente alla carica della 24 Ore di Le Mans (edizione del Centenario) con la M Hybrid V8 LMDh. “Sarà sicuramente un’edizione molto interessante – ha concluso Martini – So che Bmw sta già provando adesso la vettura quindi cercheremo di essere presenti almeno come tifosi”. Un programma di La7 e Gazzetta Motori. 

Fonte: news.google.com

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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