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Motori V8: la F1 torna agli aspirati?

Negli ultimi anni la F1 ha lavorato, e ancora lavora, per poter abbracciare al meglio la sfera ecologica con cui il mondo deve fare i conti. Stando a quanto riportato da motorsport.com, la F1 potrebbe ritornare ai motori V8 aspirati, riportando quel suono da brividi che ormai sulle piste fa sentire la sua mancanza. La scelta, oltre che ecologica, potrebbe essere anche economica, visto che i costi che hanno alcune componenti sono importanti; inoltre, questo nuovo approccio, potrebbe portare a nuovi Costruttori interessati ad entrare nel Circus.

Motori V8 aspirati nel futuro di F1?

Ritorno al… passato. La F1 è alla ricerca della giusta strada per poter avere un minore impatto ambientale; una di queste, sembrerebbe appunto essere il ritorno sulle monoposto dei propulsori V8 con carburante ecologico. Un salto indietro nel tempo che però porterebbe vantaggi anche economici; componenti come il turbo e l’MGU-H hanno infatti dei costi importanti che in questo modo verrebbero eliminati. Inoltre, questa nuova strada desterebbe curiosità e, perchè no, il futuro arrivo di nuovi Costruttori. Dopo la votazione favorevole al congelamento dei motori dal 2022 al 2025, la F1 Commission ha delineato dei punti importanti per il futuro del Circus, tra cui sostenibilità ambientale e significativa riduzione dei costi.

f1 motori v8 aspirati
Bottas, Hamilton e Verstappen – Photo Credit: F1 Official Twitter Account

La lista attualmente stilata non lascia capire quale sarà la strada concreta che la F1 percorrerà in futuro. Quella su cui però starebbero lavorando Domenicali e lo staff addetto, sarebbe proprio quella degli aspirati V8 da 3,5 litri; il propulsore sarà ovviamente in grado sia di recuperare l’energia cinetica in frenata che quella che altrimenti andrebbe persa con il calore degli scarichi. L’idea che il nuovo CEO di F1 inoltre vorrebbe realizzare, è quella di avere una potenza combinata, data dalla somma di ibrido ed endotermico, pari a circa 1000 CV, come le attuali power unit.

Costi ridotti e possibili nuovi Costruttori

Un altro punto di grande rilevanza è quello riguardante la riduzione dei costi; un motore aspirato infatti, anche se di nuova concezione rispetto al passato, dovrebbe portare ad un risparmio di cinque volte superiore alle spese di oggi. Una differenza importante che oltretutto desterebbe curiosità ed interesse per eventuali nuovi Costruttori.

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Stefano Domenicali, CEO di F1 – Photo Credit: F1 Official Twitter Account

Un altro punto a favore di quest’ultimo obiettivo è anche la questione legata alla sostenibilità del carburante. Come spesso ribadito, nel prossimo futuro del Circus non c’è l’elettrico; le monoposto infatti potrebbero essere spinte da un altro combustibile, pulito e quindi meno dannoso, l’idrogeno. Tale soluzione permetterebbe allo stesso tempo di avere un impatto ambientale minore e di mantenere quello che è il DNA della F1. Un’impresa non certo semplice per Stefano Domenicali che non vuole “snaturare” la F1 ma, al contrario, riavvicinarla a grandi, piccoli Costruttori e pubblico, rendendola più accessibile e forse più umana di quella che ultimamente sembra essere diventata.

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Chiara Zambelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: metropolitanmagazine.it

Doroteo Cremonesi

Doroteo Cremonesi

Affascinato dal progresso, dalla tecnologia e dall'energia, amante delle automobili

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